In Puglia le perdite si controllano con i droni marini

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Secondo Coldiretti, fino a poco fa la rete idrica italiana era in grado di trattenere solo l’11% degli oltre 300 miliardi di metri cubi d’acqua che sotto forma di pioggia si riversano ogni anno sul nostro paese, con la conseguenza che, non solo durante l’estate, la siccità arreca all’agricoltura danni stimati intorno ai 2 miliardi di euro. Per non parlare della fornitura d’acqua ai cittadini, che mai come quest’anno è stata sotto i riflettori per la situazione critica manifestatasi in molte città d’Italia.

In uno scenario del genere, migliorare le infrastrutture per rendere più efficienti le tubazioni è un’azione che pochissime amministrazioni intraprendono concretamente, perciò è normale che quando i lavori di risanamento non solo vengono fatti, ma addirittura si svolgono utilizzando sistemi e strumenti all’avanguardia, la notizia merita di essere sottolineata. È il caso di quanto avvenuto in Puglia, dove – come riferisce Ansa – per monitorare le condizioni dell’Acquedotto Pugliese a caccia di perdite è stato utilizzato addirittura un drone subacqueo, chiamato anche ROV (Remoted Operated Vehicle).

Il sommergibile, manovrato a distanza, si è mosso per un tratto del Canale Principale del sistema di condutture, mostrando agli operatori collegati in remoto il video girato con la sua videocamera rotante ad alta risoluzione. Il principale vantaggio offerto da questa soluzione innovativa è stato quello di risparmiare al personale di entrare di persona all’interno delle condutture, riducendo i rischi umani a zero e soprattutto evitando di sospendere la fornitura d’acqua nelle varie zone per consentire il sopralluogo.

Grazie al drone subacqueo, invece, le operazioni si sono svolte senza interrompere il flusso d’acqua, e i dati acquisiti dal ROV permetteranno in futuro di pianificare al meglio i prossimi interventi manutentivi del canale.

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