Qual è il raggio d’azione del Mavic Air? Il test di DronEzine

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Il distributore di materiale fotografico torinese Fowa ha presentato il Mavic Air ai fotografi presso la scuola di volo Club Astra di Mezzana Bigli. E ne abbiamo approfittato per vedere come si comporta il link radio e il segnale di ritorno spingendo il nuovo nato in casa DJI ai limiti della legge

Per il link di controllo e ritorno video del Mavic Air (qui la recensione completa di Dronezine) DJI ha deciso di usare il segnale WiFi, opportunamente potenziato dal radiocomando, cosa che ha suscitato diverse perplessità tra gli appassionati e gli addetti ai lavori: il WiFi sarà adeguato per le operazioni specializzate e l’uso professionale?

Secondo quanto dichiarato da DJI, a “potenza europea” il range massimo è 2 km in 2.4 GHz, che si riduce a 500 metri in 5.8 GHz (e solo 80 metri se si usa solo il cellulare senza radio): è il Mavic Air stesso a scegliere la frequenza migliore a a seconda delle condizioni, ma volendo la si può impostare a seconda delle nostre necessità.

Quello che ci interessava verificare era la sicurezza d’uso del drone all’interno dei limiti di distanza imposti dalla legge, che sintetizziamo nella tabella qui sotto:

Range diurno Range notturno Attestato richiesto Attività Scenario Autorizzazione Buffer
Aeromodellisti 200 metri Proibito Nessuno Hobby e sport Aeromodellismo Nessuna Zona libera da persone e infrastrutture
Os non critica 500 metri Proibito VL/Mc Lavoro e operazioni specializzate Operazione specializzata non critica Dichiarazione 50m dalle persone, 150m aree congestionate
Os critica 100 metri 100 metri VL/Mc + CRO Lavoro e operazioni specializzate S01 urbano Autorizzazione 30m
Os critica 500 metri 100 metri VL/Mc + CRO Lavoro e operazioni specializzate S04 extraurbano e cantieri Autorizzazione 30m da infrastrutture esterne
Os critica 500 metri 100 metri VL/Mc + CRO Lavoro e operazioni specializzate S06 Riprese video Autorizzazione 20 m dai soggetti ripresi

 

Il pilota, Roberto Ferrarin

Quindi la nostra prova aveva lo scopo di verificare se, in condizioni reali di utilizzo, con uno spettro WiFi piuttosto sporco (la prova era pubblica, c’erano circa 60 persone e relativi cellulari, oltre alla copertura WiFi dell’infrastruttura del Club astra, con altri droni in volo) potevamo contare su un segnale di controllo robusto e un ritorno video senza ritardi – ricordiamo che il ritorno video del Mavic Air è HD 720p.

Ai comandi Roberto Ferrarin (nella foto), pilota istruttore SAPR della scuola pavese, e le prove rientravano nel ciclo di test della fase sperimentale propedeutica, in vista di un eventuale, futuro riconoscimento come SAPR del Mavic Air.

Il verbale del test

Il volo di prova è avvenuto il 2 febbraio 2018, una giornata piuttosto mite (circa 7° centigradi) in assenza di vento e soprattutto di nebbia, che è una tanto frequente quanto fastidiosa ospite delle giornate invernali nel Pavese, specialmente dalle parti di Mezzana Bigli, a ridosso del fiume Po.

Lo scopo del test era duplice: da un lato verificare la qualità del segnale di controllo e del ritorno video, dall’altra verificare la portata ottica del pilota: per tutte le consuete operazioni specializzate è infatti necessario non solo che il segnale resti stabile ma anche che il pilota non perda le condicioni VLOS, volo a vista. Quindi l’accordo con Ferrarin era che il test si sarebbe interrotto quando si fosse verificata una delle tre condizioni tecniche e legali:

  1. Raggiunto il limite legale dei 500 metri
  2. Perso il contatto visivo diretto con il Mavic pro, a occhio nudo
  3. Perso o degradato il link di controllo o del ritorno video

Il test è avvenuto sulla pista di decollo degli aerei ultraleggeri del Club astra, che oltre a essere una scuola per SAPR è anche una aviosuperficie per le attività di volo ULM… e per inciso, il luogo dove nascono gli aeroplani progettati dal responsabile, ing. Nando Groppo, pioniere italiano del volo ultraleggero e costruttore di aeroplani ULM venduti in tutto il mondo. La pista ha una lunghezza di 900 metri, decisamente sufficienti per lo scopo del nostro test. (ricordiamo che una aviosuperficie NON è un aeroporto, ne consegue che non è richiesto un NOTAM per operarci sopra con i droni).

In conclusione: 500 metri senza problemi

Verso il limite ottico a 450 metri. Perfetti i link radio e video.

Il volo è stato senza storia, e abbiamo verificato che la portata ottica, in buone condizioni di luce e senza nebbia, è circa 450 metri, dopo di che il pilota ha ritenuto di aver raggiunto i limiti VLOS e la prova è terminata, riportando a casa il drone in Sport Mode, che significa quasi 70 km/h di velocità.

Sul lato tecnico, nulla da segnalare: a 500 meri di distanza  sia il link di controllo sia il video di ritorno sono rimasti sempre perfettamente stabili e solidi,  il che ci spinge a pensare che i 2 km di portata dichiarati da DJI sono realistici anche sul campo e non solo in laboratorio.

Ciò significa che, se usato per vdeoriprese, è possibile sfruttare tutta la portata legale ottenendo carrellate lunghe fino a un chilometro, posizionando il pilota a metà de percorso del drone.

E se volessi fare il long range?

La nostra prova ha messo in luce che il Mavic Air è perfettamente in grado di superare i limiti legali del volo VLOS. Chi avesse necessità di andare oltre i 450 metri della portata ottica che abbiamo verificato sul campo, può farlo in due modi: o con le regole EVLOS, impiegando più piloti e osservatori, o addirittura BLOS, volo strumentale pilotando attraverso il link video di ritorno, magari con gli occhiali FPV. Si tratta di operazioni specializzate che possono certamente essere autorizzate, ma essendo fuori dalle prescrizioni degli scenari standard richiedono una autorizzazione caso per caso, con a presentazione di diversa documentazione per l’Authority aeronautica. Riteniamo perciò  estremamente improbabile che nel mondo reale qualcuno decida si impiegare una macchina delle caratteristiche del Mavic Air per attività EVLOS o BLOS, quindi abbiamo preferito restringere lo scope del test agli scenari ragionevoli per il piccolino di casa DJI. E possiamo dire che ha passato la prova a pieni voti.

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