Olimpiadi Invernali 2018, PyeongChang affida la sicurezza ai droni

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Ancora una volta, in occasione di una importantissima manifestazione sportiva, le misure di sicurezza coinvolgono il cielo e chiamano in causa i droni. I responsabili della sicurezza non tengono conto solo di attacchi terroristici di matrice islamica, ma temono anche eventuali attacchi da parte dell’imprevedibile Kim Jong-Un, leader della vicina Corea del Nord.

In generale, benché la presenza della squadra olimpica della Corea del Nord alla manifestazione rappresenti senz’altro un elemento di distensione tra i due Paesi, l’allerta alle prossime Olimpiadi Invernali di PyeongChang, il programma dal 9 al 25 febbraio 2018, è massima. Si teme addirittura che gli stessi estremisti della Corea del Sud possano prendere di mira gli sportivi e la delegazione del Paese confinante.

Tra gli scenari ipotizzati in occasione di eventi così importanti e a così larga partecipazione, ci sono anche quelli che prevedono droni usati per sganciare bombe o diffondere agenti chimici (o biologici) con cui colpire un vasto numero di persone. Per questo motivo il team di sicurezza ha ricevuto l’ordine di abbattere qualunque drone non autorizzato. Saranno i droni della sicurezza ad intervenire, sganciando delle reti per catturare gli altri.

Un drone della sicurezza cattura con la rete un altro drone

Nelle esercitazioni, i droni della sicurezza gettano delle reti con cui catturano gli altri droni.
Fonte: Pyeongchang Olympics anti-Terrorism and Safety Headquarters

I droni della sicurezza saranno usati anche come strumenti di controllo, attraverso il pattugliamento dall’alto che verrà interfacciato con le numerose telecamere ad alta risoluzione e a riconoscimento facciale disposte lungo l’area dell’evento.

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