I droni fanno man bassa nei premi fotografici internazionali

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La fotografia aerea non è più un mondo a parte: le foto dall’alto sono protagonisti del prestigioso premio fotografico  Sony’s 2018 World Photography Awards, dimostrando che ormai i droni non sono altro che uno strumento in più nelle mani del fotografo

Non stiamo parlando di premi specifici per la fotografia aerea, ma uno dei più importanti premi di fotografia “normale” del mondo. In tutte le categorie, sport, natura, architettura, paesaggi e atre concettuale moltissimi degli scatti più interessanti che arrivano in finale sono ripresi con droni.

E non si tratta nemmeno droni particolarmente speciali: i soliti DJI, il cui monopolio di fatto continua assolutamente indisturbato anche nel settore della fotografia professionale. Il giudice Zelda Cheatle in una intervista al portale americano Quartz ha detto: “Quest’anno c’è un cambiamento molto significativo nelle foto che partecipano alla categoria Open (scatto singolo), moltissimi sono immagini prese con droni. E lo sesso abbiamo visto nelle categorie Terra e Mare, dove per arrivare in finale il contenuto deve avere qualcosa di speciale nella composizione, impatto, capacità del fotografo, ritrarre qualcosa di unico o informare in modo nuovo”.

Insomma i droni riescono davvero a dire qualcosa di nuovo nel mondo della fotografia artistica, e i fotografi di alto livello stanno velocemente impadronendosi di questo nuovo strumento, come vediamo da questa impressionante gallery. Il bello è che tutte queste immagini sarebbero perfettamente legali anche in Italia, sfruttando gli scenari standard o le possibilità dei droni inoffensivi. Tant’è che tra tanti capolavori uno è italianissimo: il ritratto della Scala dei Turchi, magnifica spiaggia siciliana, immortalata da Placido Faranda.

(foto in apertura: A drone’s eye view of a traditional Chinese circular tulou building. (Chaoyang Cai/Sony World Photography Awards)

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