Casalecchio di Reno, drone in volo sulla Torre dell’Orologio (con Notam)

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In una giornata straordinariamente primaverile, subito dopo l’infausto influsso della tormenta siberiana Burian, che ha portato neve, ghiaccio e pioggia in tutta Italia con temperature spesso sotto allo zero, il giorno 8 marzo, gli abitanti di Casalecchio di Reno avranno potuto notare un piccolo drone svolazzare sulla Torre dell’Orologio.

Casalecchio di Reno (BO) 8 marzo – Si chiama Torre dell’Orologio o perlomeno quello è il nomignolo che i casalecchiesi hanno attribuito a una particolare costruzione nel centro del paesino confinante con Bologna e oramai parte integrante della città petroniana.

Il complesso residenziale Volpe, voluto da Aristide Volpe come recita la targa sulla base della torre, fu costruito nel 1936 su disegno dell’architetto Luigi Veronesi. Il piccolo quartiere popolare a forma triangolare, sorge nei pressi della linea ferroviaria. Le linee e i disegni sulle facciate degli edifici, ripresi poi sulla costruzione dell’orologio, gli danno una connotazione unica.

La Torre dell’Orologio in realtà era una cisterna, costruita appositamente per compensare la deficienze dell’allora acquedotto nel fornire acqua potabile agli edifici del piccolo borgo. Gli abitanti di Casalecchio osservano da sempre con piacere e curiosità, le ore segnate dalla torre ben visibili dalle vicine via Marconi e via Calzavecchio nonché dal Parco pubblico Rodari.
Curiosità e attrazione che hanno spinto Mauro Cioni a volare con il suo drone sulla cima della torre e nei paraggi.

Essendo un operatore riconosciuto da ENAC, Cioni, ha effettuato il volo con il suo SAPR dal peso inferiore ai 0,3Kg in centro città a Casalecchio. Ma per compiere questa semplice operazione specializzata, ha dovuto richiedere un NOTAM (Notice To Airmen) dato che il luogo della perlustrazione aerea si trova ampiamente entro la ATZ dell’aeroporto di Bologna.

Richiedere un NOTAM come fare per inoltrare la richiesta.

La procedura per richiedere all’Ente Nazionale Aviazione Civile la segregazioni di una porzione dello spazio aereo, tramite l’emissione di un Notam per l’appunto è abbastanza semplice. Meno certo è il risultato, ma vedremo poi il perché.

Innanzi tutto va detto che l’operazione di Mauro Cioni, ovvero quella di richiedere una segregazione dello spazio aereo per permettere a un SAPR, cioè un drone civile, di svolgere un volo o un attività aerea, è oramai prassi consolidata, laddove se ne ravvisi la necessità, da parte di tutti i piloti e gli operatori più smaliziati e da più tempo presenti nel settore del lavoro aereo con i droni.
Tuttavia con l’avvento e il grande successo ottenuto dalla categoria dei SAPR inferiori ai 0,3Kg, quelli che Dronezine ha battezzato come droni  “trecentini“, molti nuovi operatori potrebbero trovarsi in difficoltà di fronte alle pratiche burocratiche.

Mauro Cioni, mentre vola con il suo SAPR inoffensivo riconosciuto da ENAC, nel centro di Casalecchio alla base della Torre dell’Orologio

Lo stesso Mauro Cioni, nella  intervista che pubblicheremo in un successivo articolo con relativo video, ha inoltrato la prima richiesta nel novembre dello scorso anno. Richiesta persa nei meandri della burocrazia che poi ha dovuto rinnovare in gennaio 2018, per ottenere il permesso dopo quasi 60 giorni.
Tutto bene quindi per l’operatore Casalecchiese, ma in caso di necessità urgenti?
Ci auguriamo che in un prossimo futuro. come promesso dai funzionari ENAC, si possano sveltire e sicuramente snellire tutte questa procedure.

Operazioni da compiere per inoltrare la domanda al fine di richiedere (e ottenere) il permesso di volare all’interno di una ATZ con un SAPR.

  1. Per prima cosa controllare sul sito di ENAC quale sia la Direzione Aeroportuale di competenza nella zona sulla quale si vuole effettuare l’attività di lavoro aereo con il drone.
    Cliccare sul seguente link che rimanda alla domanda per il Notiziario Speciale ATM05A e scaricare il documento ATM05A da inviare alla direzione Aeroportuale la cui competenza si può verificare da qui
  2. Una volta identificata, consigliamo come primo approccio di telefonare e non di scrivere.
    Il motivo è molto semplice, come nel caso di Mauro Cioni, se per caso qualcosa dovesse essere andato storto nelle comunicazioni elettroniche almeno si avrà un riscontro immediato con un funzionario preposto.
    Potrebbe anche capitare, e questo ce lo hanno comunicato altri operatori, che spesso l’addetto che risponde al telefono non sia perfettamente a conoscenza delle procedure. In effetti anche per loro la richiesta di un permesso di volare dentro a un ATZ da parte di un drone, non è poi cosa molto frequente e certamente inusuale rispetto agli standard aeronautici ai quali sono abituati.
  3. Dopo aver spiegato alla Direzione Aeroportuale le proprie intenzioni e motivazioni, si può procedere con il pagamento dei diritti ENAC che costano euro 94,00.
    Al fine di poter procedere bisogna recarsi sulla pagina dei servizi online di ENAC dopo essersi registrati e scegliere il pagamento per il servizio N57-4B Diritti per richiesta emissione NOTAM.
    Ricordiamo che il pagamento è valido per la istituzione della pratica e non è una garanzia della segregazione dello spazio aereo con relativa emissione di notiziario.
  4. Dopo aver ricevuto la fattura, si potrà procedere con la compilazione del modulo ATM05A e inviarlo a ENAC che si riserverà il diritto di controllarlo e passarlo a ENAV per una successiva conferma. In prima istanza come risposta di ENAV si otterrà probabilmente un parere negativo, essendo una operazione specializzata all’interno di una zona ATZ. Consigliamo di inviare la richiesta sia a ENAV, e sia alla Direzione Aeroportuale di competenza es.: XYZ-apt@enac.gov.it. <-usare l’indirizzo preso dall’elenco.

Se tutto è andato per il meglio si riceverà via email la conferma della riuscita della segregazione dello spazio aereo per il tempo e la zona richiesta. Le tempistiche da attendersi sono di almeno 45 giorni, come indicato sulle FAQ ufficiali dell’Autorithy Nazionale.
La procedura si complica se si decide di volare in una zona soggetta a un particolare controllo della Pubblica Sicurezza. In tal caso dopo aver ricevuto parere favorevole, bisogna fare domanda anche alla Prefettura.

Nel caso del sorvolo della Torre dell’Orologio di Casalecchio di Reno, sono stati richiesti 50 metri di altezza, un raggio di 250 metri dal punto di interesse e una finestra temporale di 4 giorni, per non incorrere in situazione meteo sfavorevoli.
Ovviamente tali valori sono da modificare in base alle esigenze della attività da svolgere. Consigliamo di valutare con attenzione l’altezza degli ostacoli circostanti e di non richiedere un periodo oltremodo superiore alla effettiva necessità. Ciò nonostante si rende necessario domandare più di un solo giorno, dato che la richiesta verrà effettuata oltre un mese prima e non sarà possibile prevedere la situazione meteorologica.

Mauro Cioni pilota e operatori di droni SAPR da 0,3Kg, in volo nel centro di Casalecchio di Reno

Mauro Cioni pilota e operatore di droni in questo caso un  SAPR da 0,3Kg, in volo nel centro di Casalecchio di Reno

L’ispezione della Torre dell’Orologio a Casalecchio di Reno, si è svolta senza alcun intoppo tecnico, nonostante la vicinanza dei ripetitori delle telecom installati proprio sulla sommità della stessa.
Qualche piccolo segnale di disturbo è stato ricevuto e segnalato dalla app di controllo del drone che era un DJI Spark modificato e alleggerito per essere compliant con la normativa ENAC che in base all’articolo 12 comma 5, classifica i droni sotto i trecento grammi, muniti di para eliche e registrati presso i loro sistemi, come SAPR inoffensivi.
Qui di seguito un breve video che riporta i punti salienti dell’operazione. Prossimamente ne pubblicheremo uno ulteriore con l’intervista al pilota altri spezzoni di video e foto aeree della zona in questione. Per chi volesse approfondire sulla pagina Facebook. 

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