Dai Lloyds di Londra una polizza per i droni italiani

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Di Federico Carola*

*HdB Srl – Lloyd’s Correspondent (carola.federico@hdbonline.it)

Dal 30 di aprile 2014 è stata introdotta dall’ENAC l’obbligatorietà della polizza RC per i sistemi di pilotaggio remoto, meglio conosciuti come droni.

Va fatta una distinzione fondamentale tra gli aeromodelli –usati solo a scopo sportivo o ricreativo- e i SAPR utilizzati invece per le cosiddette operazioni specializzate.
Per i primi non vi è obbligatorietà di assicurazione, anche se è ovviamente consigliabile munirsi di una semplice RC considerando che si tratta di oggetti volanti pilotati a distanza su radiofrequenze e che nel caso in cui sopraggiunga un guasto tecnico i possibili danni a terzi avrebbero conseguenze dirette sul patrimonio del possessore dell’aeromodello (e i soci di DronEzine hanno una convenzione che rende loro conveniente stipulare l’assicurazione FIAM, la più diffusa tra gli hobbusti) .


Per i secondi è stata introdotta l’obbligatorietà all’ assicurazione ed è stato stabilito dall’ENAC che se sono al di sotto dei 500kg il massimale minimo obbligatorio è di 750.000 DSP, cioè circa 600.000 €.
Ci si chiede quindi quali requisiti deve avere un operatore di SAPR per poter essere in linea con la normativa vigente.

L’esperienza di Londra
In ambito assicurativo il mercato italiano dà ancora risposte poche chiare ad un’attività che sta nascendo e che ancora attende precise indicazioni da parte dell’Enac. Lo stesso ente sta aggiornando quotidianamente il sito dedicato con approfondimenti e chiarimenti per risolvere gli ultimi dubbi ed aiutare quindi gli operatori e tutto l’indotto a mettersi in regola con la normativa.
La difficoltà per le compagnie assicurative sta principalmente nel valutare l’esperienza del l’operatore/pilota, al quale a seconda dell’utilizzo è richiesto un patentino o un corso di volo certificato. Stesso discorso per l’omologazione del drone che spesso è prodotto all’estero è non ha ottenuto ancora la certificazione da parte dell’ENAC e ciò potrebbe invalidare una copertura assicurativa che, come normalmente avviene, esclude tutto ciò che non è a norma di legge. Questo si intende solo per i droni che hanno una massa inferiore ai 150 kg i quali sono regolati dalla normativa nazionale (ENAC), per quelli che invece superano questo peso entra in vigore la normativa EASA.
Inoltre alcuni aspetti dell’ uso professionale del SAPR devono essere accuratamente valutati in fase di copertura assicurativa; parliamo di richieste di risarcimento che non debbano essere necessariamente riferite ad un danno fisico/materiale ma alla violazione della privacy, a spese legali a danni morali etc. come abbiamo potuto leggere in questi ultimi tempi in riferimento al servizio street view offerto da Google Map.
Altro aspetto di responsabilità da prendere in seria considerazione riguarda un’adeguata copertura di RC del prodotto. Nello specifico la normativa italiana identifica il produttore, il commerciante o il noleggiatore del SAPR prodotto in paesi EXTRA CE, come responsabili in caso di danno per difetto di costruzione o assemblaggio del SAPR stesso.
Tutti questi aspetti correlati all’ utilizzo professionale dei SARP sono stati ben analizzati dal mercato londinese; la sua naturale propensione al business internazionale ha fatto si che i prodotti riferiti al mercato dei droni abbiano assunto caratteristiche tali da soddisfare le normative presenti nei vari Paesi.
In particolare la normativa di riferimento delle polizze londinesi include il regolamento europeo (216/2008) e la convenzione di Chicago oltre a contemplare le Regole Dell’Aria. La suddivisione degli APR a seconda del peso e dell’utilizzo è in linea con lo schema fornito dal regolamento ENAC. Inoltre i contratti stipulati con i Lloyd’s, che vantano un’esperienza internazionale nel settore, vengono comunque stipulati nel rispetto della normativa nazionale (ENAC per l’Italia).
Le polizze per i droni che troviamo sul mercato dei Lloyd’s offrono coperture più estese di quelle attualmente riscontrabili sul mercato nazionale, ancora in fase di sviluppo, e allargano il loro raggio di azione a tutti gli aspetti sopra menzionati.
Sinora abbiamo parlato dell’aspetto della responsabilità civile verso terzi, l’altro aspetto assicurativo da prendere in considerazione è il danno economico che può subire il proprietario del drone o il noleggiante.
Come tutti sappiamo i droni possono valere da poche centinaia di euro a diecine di migliaia, anche in questo caso i due mercati si muovono in modo diverso, in Italia non abbiamo ancora un data base che ci permetta di valutare correttamente statistiche di avvenimenti dannosi, mentre il mercato dei Lloyd’s può già vantare delle esperienze maturate. Tutto questo si riflette naturalmente oltre che sulla portata delle garanzie offerte anche sul puro costo della copertura corpi ( Kasko ).
La polizza corpi assicura oltre ai danni accidentali anche lo smarrimento del drone stesso durante il volo.
In conclusione il mercato londinese ha già in essere il prodotto specifico, sta a questo punto all’operatore informarsi per rientrare nella normativa che ENAC sta precisando in questi giorni.

 

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