Volare con il drone vicino alle carceri: ecco come fare (e quando si può fare)

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Le carceri godono di una protezione contro il sorvolo di droni e aeroplani piuttosto grande, anche diversi chilometri di diametro. Che succede se dobbiamo fare una operazione specializzata in città, ma quel che dobbiamo riprendere ricade nella zona P di un carcere? Lo abbiamo chiesto al Ministero di Grazia e Giustizia.

Può sembrare strano avere la necessità di farci autorizzare un volo all’interno dello spazio aereo “P”, dunque proibito, che sovrasta un carcere. Ma in realtà è una cosa che capita di frequente, visto che molte carceri “storiche” – pensiamo a San Vittore a Milano o Regina Coeli a Roma –  sono in zone semicentrali se non centrali delle nostre città, e il loro spazio aereo riservato è molto grande. Quindi non è per nulla detto che sia il carcere il nostro obiettivo, ma per esempio una chiesa dove si tiene un matrimonio a diversi isolati di distanza, o una manifestazione – tipo la Stramilano – che passa per quartieri non distanti dalla casa circondariale. E senza averlo minimamente previsto ci troviamo in zona P.

Le zone P sono regolate dalla circolare ATM-03B di Enac, ma per quanto riguarda le carceri non è Enac a concedere o negare il permesso: per le carceri, le domande devono essere rivolte in bollo esclusivamente al Ministero della Giustizia Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria – Ufficio del Capo del Dipartimento – Segreteria di Sicurezza UE/S – Largo Luigi DAGA n. 2 00164 Roma Tel. 06 66591371, e-mail segreteriasicurezza.dap@giustizia.it almeno 15 giorni prima del volo.

Se faccio la richiesta me la approveranno?

Il carcere di Regina Coeli, Roma

Sappiamo che non sempre i permessi vengono accordati. Alla precisa domanda, il Ministero della Giustizia per bocca del Vice Capo del Dipartimento Stampa Marco Del Gaudio  ci ha confermato che “L’Amministrazione è orientata a favorire l’effettuazione di lavori aerei qualora essi siano connessi ad un pubblico interesse“.  Pubblico interesse. Questo è un passaggio importante. E spiega perché a Milano, nell’area P di San Vittore,  siano state autorizzata senza problemi le riprese della Stramilano – che è un evento pubblico di grande interesse per la città – mentre siano stati negati i permessi per delle riprese di matrimoni sul sagrato di chiese urbane all’interno della stessa area P. Il motivo è chiaro, le riprese matrimoniali sono di norma un evento assolutamente privato e privo di alcun interesse pubblico, a meno che non si tratti di una specie di Royal Wedding dove possa essere invocato il diritto di cronaca da parte di un drone journalist; ma deve trattarsi di personaggi pubblici di spicco e le riprese devono essere fatte – appunto – per ragioni di cronaca e non per il book privato dei vip che convolano.

Accogliere o rigettare una richiesta di volo in area P avviene dunque dopo un attento processo di valutazione, e di conseguenza Del Gaudio consiglia: “per l’idonea valutazione della richiesta, è necessario allegare ogni possibile documentazione che specifichi il lavoro da eseguire, l’esatta posizione e l’identificazione dell’operatore, il committente e tutto ciò che è ritenuto suscettibile di valutazione”.

Ricevuta la richiesta, il Ministero la valuta e decide “previa eventuale, congiunta valutazione con l’istituto penitenziario interessato” dice ancora Del Gaudio. Riteniamo di non sbagliare se consigliamo di fare una telefonata al carcere vicino al quale vogliamo volare per sondare il suo parere prima di far partire la procedura con il Ministero.

Come per tutti i permessi aeronautici, nel nulla osta possono esserci prescrizioni specifiche, ci dice ancora Del gaudio. Ciò significa che il carcere può stabilire delle condizioni, tipo cosa non deve essere ripreso, la quota massima e l’effettiva distanza dalle mura del carcere e così via, a seconda delle specifiche necessità.

Solo per SAPR, niente aeromodelli

La circolare Enac parla chiaro: le deroghe per le zone P possono essere concesse esclusivamente per il lavoro aereo, mai, per nessun motivo, per diporto. Quindi le possono chiedere i piloti di SAPR con attestato o gli operatori di trecentini riconosciuti da Enac.

E mai gli aeromodellisti, anche se magari il carcere sorge in una zona rurale  che  se non fosse per la prigione sarebbe tranquillamente volabile con le regole dell’aeromodellismo. Come per esempio il carcere  di san Gimignano (qui in basso), che sorge ta le colline vicino al parco naturale di Castelvecchio.

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