Volare e lavorare con il drone dove è proibito, senza Notam né patentino: ecco come fare

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L’impressionante esplosione dei trecentini, i piccoli droni inoffensivi derivati da DJI Spark e BeBop Parrot di serie modificati per rientrare nei parametri di legge, rende facile e legalmente possibile il volo anche in città, persino sulla gente (purché non in assembramento) senza bisogno del “patentino” ENAC. Però ci sono molti capoluoghi (Roma, Milano, Firenze, Venezia per esempio) che ricadono tutti in ATZ aeroportuale, quindi il volo è proibito. Eppure anche lì si vola, e spesso senza bisogno di NOTAM. Abbiamo chiesto a chi l’ha fatto come si ottengono i permessi, quanto costano, quanto tempo ci vuole.

Marco Ferrara è un pioniere italiano del volo urbano con i SAPR, diventato famoso tra i lettori di DronEzine per il suo impressionante volo in occasione della Stramilano, corsa amatoriale cittadina che ha visto decine di migliaia di corridori sfilare per le strade del capoluogo lombardo, e che ha continuato con operazioni sofisticate in ambito urbano come la DeeJay Ten, altra maratona non competitiva sempre in centro a Milano, e gli i-Days di Monza, una manifestazione musicale con circa 120 mila spettatori. Quasi tutte sono state effettuate con un drone non inoffensivo, un DJI Phantom, senza bisogno di avere un NOTAM, anche se il capoluogo lombardo ricade interamente nell’ATZ dell’aeroporto cittadino di Linate. La stessa procedura è applicabile nel caso in cui si voli con un trecentino, che è molto più adatto del Phantom per il volo urbano, potendo fare a meno del cavo di vincolo e non dovendo sottostare alle distanze di sicurezza rispetto a persone, case, strade.

Marco, per il tuo volo hai volato senza NOTAM. Come hai fatto?

Facciamo un passo indietro: innanzitutto dipende molto dalla direzione aeroportuale. Su Milano, per esempio, siccome i palazzi milanesi arrivano ad essere più alti di 40 metri, per le regole dell’aria, viene calcolato come punto di riferimento l’ostacolo più alto nel raggio di 5km e, per fare un esempio, il Duomo di Milano è segnato sulla mappa aeronautica come ostacolo a 364 piedi (111 metri). La direzione aeroportuale ci ha detto che essendo i 40 metri una quota di sicurezza esistente, se si fanno delle richieste di volo sotto questo livello AGL può essere autorizzata senza NOTAM. Per avere un ulteriore buffer di sicurezza concordammo 30 metri.

Quindi l’autorizzazione va chiesta comunque alla direzione aeroportuale. 

Certo, va sempre compilato l’ATM5 (la richiesta di Notam, ndr) e pagati i 94 euro di diritti. Non è che prendi, vai e voli a Milano. Molti sono i messaggi dove mi chiedono una specie di autorizzazione dicendomi: “….ma mi alzo solo di 10 metri….” Oppure “… ma faccio solo un volo di 5 minuti …” le leggi aeronautiche sono bene definite, non lasciando interpretazioni e, sia che ti alzi di 1 cm che di 100 metri, se devi eseguire un’operazione, devi essere autorizzato.

E quanto tempo ci vuole?

Beh, ormai a Milano la procedura è standardizzata e, di solito, i nulla osta arrivano in cinque giorni lavorativi. Per essere però certi anche a Milano è meglio muoversi con un paio di settimane di anticipo.

E altrove? Per esempio a Roma, dove ci sono ben due No Fly Zone permanenti?

Anche a Roma abbiamo volato tranquillamente, anzi, abbiamo avuto il nullaosta in soli cinque giorni. Addirittura la prefettura di Roma ha avvisato direttamente la questura, cosa che per esempio a Milano non succede.

Eppure si dice che volare su Roma sia difficile

Roma non è in ATZ, quindi in realtà è più semplice. Delle due no fly zone permanenti (LI-R19) una non riguarda i SAPR, la B parte da mille piedi, la A sì, parte da ground, ma i permessi come dicevo arrivano facilmente. Su Venezia è molto più difficile ottenere i permessi, e anche su Firenze che si attengono alle tempistiche standard della circolare ATM05. Dipende molto dalle politiche locali, bisogna sempre informarsi per tempo.

Un’ulima domanda, forse banale: come ci si approccia alla Direzione Aeroportuale? Telefono, email, pec…

Io faccio sempre prima una telefonata, specificando bene a chi mi risponde che desidero parlare con il funzionario che si occupa di droni. Droni, non SAPR, perché non è detto che chi risponde al centralino sappia che cos’è un SAPR, e se si parla con la persona sbagliata possono succedere equivoci. Meglio essere chiari.

Direzioni aeroportuali: dove trovarle
L’elenco delle direzioni aeroportuali, i link documenti necessari e la procedura li trovi sul libretto edito da DronEzine “300 grammi di libertà”, disponibile sia stampato sia sotto forma di ebook. Raccomandiamo a tutti di leggerlo, contiene molte più informazioni di quelle che possono entrare in un articolo come questo.

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