Paracadute: un’ulteriore sicurezza per i droni, come piegarlo.

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Dal lato sicurezza,  tutto ciò che vola  e che inevitabilmente per una avaria potrebbe ritornare a terra non si scherza. L’ENAC è molto severa a tal proposito e chiede particolari dispositivi per garantire un corretto svolgimento del lavoro aereo. Il paracadute potrebbe essere una soluzione.

La normativa del Ente Nazionale Aviazione Civile in merito allo svolgimento del lavoro aereo in aree critiche prevede criteri di ridondanza in caso di failure di un motore, del sistema di telemetria o del sistema di controllo remoto. In altri casi, definendo e prevedendo apposite aree di buffer, ovvero un cuscinetto oltre il quale il velivolo a pilotaggio remoto non deve assolutamente andare, si deve optare per sistemi di terminazione del volo e nel caso abbinarli ad un paracadute che attenui la velocità di caduta a peso morto del SAPR.

In questo video dimostrativo è possibile vedere con quale relativa semplicità si possa ripiegare il paracadute a molla da alloggiare nel drone multirotore per ottemperare ai requisiti previsti.

Diverse sono le aziende che producono questi accessori che sicuramente potrebbero in alcuni casi agevolare l’omologazione di un aeromobile a pilotaggio remoto rispetto ad un altro.  MARS Parachutes e OPALE Paramodels.

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Per ulteriori approfondimenti, vi invitiamo a leggere l’articolo pubblicato sul numero 4 della nostra rivista, scaricabile gratuitamente da qui. (con qualche contenuto oscurato) o in versione completa per i soci di  DronEzine, da qui.

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