Droni in Africa: a che punto siamo?

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Produzione in aumento, consumi inarrestabili, normative in evoluzione e stime ultra ottimistiche su quanto il mercato consumer e nei diversi settori professionali si farà ricco nei prossimi anni. Siamo abituati a leggere decine di articoli su “cosa” e soprattutto “quanto” i droni sono capaci di fare e faranno nei prossimi tempi in Europa, negli Usa e in Asia, ma cosa succede in Africa?

Una recente ricerca prodotta da African Union e New Partnership for Africa’s Development (NEPAD) riporta il continente africano al centro del discorso sui droni, ricordando al mondo intero che – anche se apparentemente si trova ai margini della già frettolosa escalation del settore droni in Occidente – è proprio in Africa dove i test per le applicazioni professionali dei droni possono fare ancora di più la differenza.

Africa, terreno fertile per i droni

A questo proposito, è importante ricordare che ad oggi il più grande corridoio per le consegne via drone ha infatti luogo in Africa, dove i velivoli ad ala fissa della compagnia Zipline trasportano sacche di sangue e forniture mediche nelle cliniche delle aree remote del Ruanda (sistema che dovrebbe presto essere esteso in Tanzania), mentre in Malawi l’UNICEF ha implementato il primo corridoio aereo per droni per consegnare vaccini nelle aree rurali. In effetti le vaste regioni rurali, semi desertiche e semi deserte, del continente africano, offrono le condizioni ideali per testare delle applicazioni innovative che negli Stati più sviluppati sui portano dietro tantissime considerazioni sulla sicurezza e richiedono un’infinità di autorizzazioni.

Ma l’Africa non è solo consegne via drone. Il report, disponibile in inglese a questo indirizzo, dedica un ampio numero di pagine ai droni per l’agricoltura. È infatti negli sconfinati e non sempre fertili territori africani che i vantaggi della tecnologia dei droni applicata alle coltivazioni lascia immaginare miglioramenti produttivi inimmaginabili.

Uno scenario all’interno del quale l’uso dei droni nel settore primario non rappresenta solo un banale aumento della produttività per qualche grande azienda, ma significa un concreto miglioramento delle condizioni di vita della popolazione, riducendo la dilagante povertà in cui versano milioni di persone (sia nelle città che nelle aree rurali). Per questo il report chiede con voce sostenuta che gli Stati africani collaborino attivamente l’uno con l’altro per promuovere l’adozione dell’agricoltura di precisione attraverso la revisione delle attuali policy e pratiche agricole, ancora molto legate agli scenari tradizionali.

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