DJI sblocca le NoFlyZone, ma solo per i droni degli operatori autorizzati

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Il problema della sicurezza e delle interferenze con lo spazio aereo tradizionale è molto sentito da DJI, leader cinese nella produzione di droni amatoriali e professionali.
Sin dal 2013 il colosso asiatico aveva implementato un sistema di geofencing e NoFlyZone che grazie al segnale ricevuto dai satelliti GPS, impediva il volo dei droni DJI troppo vicino agli aeroporti o zone sensibili quali: carceri ed edifici governativi.

Naturalmente ci sono anche le eccezioni, ovvero coloro che sono debitamente riconosciuti e autorizzati a compiere voli, magari nei pressi di un aeroporto, come fare quindi?
Per costoro la stessa DJI aveva previsto una procedura di sblocco temporaneo, facendosi contattare dal pilota e nel giro di qualche tempo, il drone sarebbe stato sbloccato elettronicamente permettendo il volo nella NoFlyzone di interesse.

Il 17 luglio un comunicato stampa sul sito DJI annuncia che le tempistiche per lo sblocco dei recinto virtuale (geofencing) e delle zone interdette al volo (NoFlyZones) dei droni di propria produzione, avverrà in un tempo approssimativo di circa 30 minuti, predisponendo un servizio 24 ore su 24 con personale appositamente dedicato.
Un bel vantaggio per chi con i droni ci deve lavorare! Tale procedura non è invece concessa agli amatori, in quanto per richiedere lo sblocco è necessario inviare la documentazione che attesti la titolarità ad eseguire un certo sopralluogo aereo con il drone, che in questo caso si chiama SAPR (in Italia).
La procedura di sblocco delle zone vietate è visualizzabile da questo link.

 

“DJI ora elabora la maggior parte delle richieste entro 30 minuti, anche se le richieste che richiedono circostanze inusuali o richiedono documentazione aggiuntiva possono richiedere ulteriore tempo” – ha dichiarato Michael Perry, direttore delle operazioni DJI del Nord America – “Facilitando ai piloti autorizzati la possibilità di far funzionare i droni in aree sensibili, DJI sta dimostrando ancora una volta perché i professionisti dei droni scelgono le nostre piattaforme aeree per le attività più importanti.”

Dalla pagina web appositamente predisposta, i piloti professionisti al comando e gli operatori con una flotta di droni, potranno richiedere anche lo sblocco di più velivoli a pilotaggio remoto su più zone contemporaneamente.

 

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