Recensione e prezzo drone GDU Tech O2

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In commercio da qualche tempo ma poco conosciuto in Italia il drone GDU O2 (leggasi come “o”) è un quadricottero con braccia pieghevoli e caratteristiche tecniche interessanti. Viene da se fare il confronto con il noto concorrente Mavic, ma vedremo nei dettagli se tale confronto sia possibile farlo.

Recensione prova in volo e prezzo del drone GDU O2

Una prova nostrana del quadricottero O2 prodotto da GDU Tech, azienda asiatica forse poco conosciuta nella italica penisola, ma che in Cina gode di un ottima locazione a Shenzen. Cosa che di per se garantisce sulla sua solidità economica.

Il drone GDU O2 non è certo l’unico drone prodotto da GDU che nel suo catalogo include prodotti con tecnologia militare dotati di una resistenza alle interferenze radio o con range operativo di 10Km.
Il GDU O2 viene commercializzato in Italia da G&G Distribution al prezzo al pubblico di euro 849,00

Caratteristiche tecniche

  • Risoluzione video UHD 4K
  • VPS, Visual Position System
  • Gimbal con stabilizzazione della camera su 3 assi
  • Trasmissione video in alta definizione sino a 7Km
  • Pieghevole e facilmente trasportabile
  • Rilevamento ostacoli anteriore
  • Autonomia di volo 20 minuti
  • Dimensioni 185 x 518 x 929 mm.
  • Peso 700 gr.

Confezione e unboxing

Il quadricottero GDU O2, è particolare nella forma che lo fa assomigliare a un piccolo mattoncino. Tendente più ad una figura quadrata che rettangolare, dentro alla sua scatola di colore grigio scuro quasi nera, ha un aspetto insolito.

Ancor più insolito e inusuale l’accoppiata drone radiocomando. Volendo occupare meno spazio il “mattoncino“, ovvero il drone O2, può essere incastrato fisicamente sopra alla radio.

Se non altro non possiamo dire che i progettisti di GDU Tech non si siano prodigati a trovare soluzione originali, piuttosto che svolgere le consuete pratiche di “scopiazzature” come si vedono sempre più spesso da svariati produttori cinesi che prendono “ispirazione” da prodotti più noti e blasonati.

Come dicevamo, una volta disaccoppiato il drone dal suo controller, il quadricottero O2 da tenere in mano è strano. Lungo più o meno come altri droni della sua classe, ma decisamente più largo e massiccio. Anche se questo non contribuisce ad aumentarne eccessivamente il peso che si attesta sui 700 grammi.

Le braccia pieghevoli, in realtà non si piegano affatto, ma vanno inserite con delicatezza all’interno del corpo centrale. Per estrarle e settare il drone in posizione di volo è sufficiente tirarle con dolcezza verso l’esterno sino a sentire una certa resistenza e vedere la riga bianca disegnata sul braccio che indica che si è raggiunta l’estensione massima.

Dopo aver eseguito l’operazione un paio di volte e capito che non bisogna far toccare le eliche pieghevoli contro lo chassis centrale del drone, non è necessaria nemmeno l’eccessiva delicatezza iniziale.
Le braccia danno una impressioni di solidità come il massiccio copro centrale.
Il drone, ha una suo aspetto originale e forme diverse dai suoi concorrenti.

Radiocomando del drone GDU O2, anche qui nessuna copiatura

Anche la radio del drone O2 è stata interamente disegnata, progettata e realizzata secondo gli standard di GDU Tech, nessun input esterno. Forme molto quadrate, ampio spazio centrale per incastrare il drone durante il trasporto e alloggiamento per smartphone con un sistema costituito da una slitta laterale che allarga il controller sulla destra.

 

Riprese video e foto, un grosso punto interrogativo per la nostra prova

Abbiamo analizzato con attenzione la struttura esterna del gimbal e della videocamera capace di registrare in 4k UHD. Una volta a terra, subito abbiamo estratto la scheda SD per controllare la qualità del registrato a bordo. Con enorme stupore e una certa delusione abbiamo notato una buona qualità cromatica delle immagini e certamente una ottima definizione, ma le riprese erano completamente traballanti,


Affette da un effetto Jello  davvero imbarazzante. Ovviamente riteniamo che sia colpa dell’esemplare che ci è stato consegnato per la prova, dato che su Youtube si vedono decine e decine di video dove questo enorme difetto non si vede. Ci riserviamo quindi l’opzione di non esprimere alcun giudizio a tal proposito.

Come vola il drone GDU O2

Siamo tecnici, pilotiamo droni da quasi 10 anni, vorremmo fare una dettagliata recensione parlando della fluidità di controllo e la buona risposta del quadricottero in volo. Raccontare ci come rimane perfettamente in hovering in volo stazionario anche senza toccare il radiocomando.

Vorremmo descrivere con quanta precisione il GDU O2 ritorni al suo punto di decollo dopo aver attivato la procedura di Return to Home e di quanto delicatamente, ma con decisione esso sia prima decollato e poi atterrato.
Tuttavia la cosa che ci ha maggiormente stupito, come oramai fanno tutti i prodotti del colosso cinese leader di settore, è l’estrema facilità di controllo.

Abbiamo dato il radiocomando in mano a una persona che non aveva mai toccato uno stick di un controller e men che meno pilotato un drone. Ebbene guardate il video (alla fine) e rendetevi conto di come la tecnologia abbia mosso passi da gigante in questo settore e permetta a tutte le persone comuni di pilotare con facilità e sicurezza un velivolo a pilotaggio remoto. Questo poi implicherà altre problematica, tipo eccesso di sicurezza con abbinata mancanza di esperienza, il che si traduce in enormi difficoltà nella gestione di eventuali situazioni critiche.
Però come primo approccio, il pilotaggio di droni così semplici non farà altro che avvicinare a questo mondo sempre più persone.

In conclusione il drone GDU O2 potrebbe ricavarsi una sua nicchia di estimatori anche qui in Italia anche se la classe di riferimento e di appartenenza, lo fanno scontrare con prodotti affermati da tempo.

Gallery fotografica

 

 

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