ENAC operazioni in aree critiche, possibili soluzioni

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Il nuovo regolamento ENAC in merito allo svolgimento di operazioni in aree critiche, è abbastanza severo e preciso  al fine di mantenere un approccio molto prudente per ciò che concerne la sicurezza degli  altri velivoli e delle persone a terra. A tal proposito diverse aziende stanno lavorando per rendere più sicuri e rispettosi del regolamento i propri APR

Tipicamente una area critica è una zona densamente popolata quindi ipoteticamente un quartiere cittadino, ma potrebbe diventarla anche un campo di grano sperduto dove per svariati motivi dovesse riunirsi una folla di 20/30 persone e il Mezzo a Pilotaggio Remoto  (MAPR) dovesse per motivi professionali sorvolarlo.
Oltre al patentino obbligatorio, la visita medica, la certificazione del drone e l’assicurazione, devono essere predisposti da parte del costruttore o del operatore alcune precauzioni tecniche per rendere l’attività professionale sicura e attendibile. Un strada che l’Ente Nazionale Civile ha previsto durante la stesura del regolamento che dal 30 aprile 2014 vige sullo stato italiano , prevede l’utilizzo di un metodo di ridondanza ossia di di duplicazioni di alcune parti essenziali al volo del aeromobile a pilotaggio remoto.

Una interessante proposta al fine di rendere appetibile e digeribile il proprio drone ad ala fissa ai responsabili di ENAC, proviene da Marco Robustini; ferrarese con un passato da attento modellista, manutentore di sistemi informatici e sopratutto sviluppatore e coordinatore del gruppo dei tester del famoso codice di controllo ArduCopter, presente nelle centraline APM e PixHawk prodotte e commercializzate da 3DR Robotics.

Marco propone una Safety Board, un sistema di ridondanza che previene un elenco davvero notevole di possibili failure tecniche; avremo quindi una doppia centralina di controllo, una doppia batteria,un doppio radiocomando con doppia ricevente. Inoltre il software prevede una serie di interventi al fine di scollegare parti mal funzionanti o difettose  facendo intervenire il sistema secondario di sicurezza.
Vi lasciamo alla visione del video esplicativo augurando a Marco Robustini di ottenere il successo che davvero si merita.

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