Video del drone sul crollo del ponte di Morandi, FIAPR chiede una indagine

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Qualche ora dopo la terribile sciagura del crollo del ponte Morandi a Genova sul secolo XXIX prima e su Repubblica poi è comparso un video girato da un drone che a distanza molto ravvicinata dal luogo del disastro mostra le terribili immagini di devastazione sul luogo del crollo.

Sono molti i commenti nei vari gruppi di discussione e gli scambi con l’autore del video sono molto accesi. Da un lato gli operatori professionali che giudicano tali riprese e sopratutto tali voli inopportuni e pericolosi. Dall’altro lato chi invoca il diritto di cronaca.
L’area dove purtroppo è avvenuta una disgrazia della quale si parlerà per anni, si trova in piena ATZ ovvero nei pressi dell’aeroporto e per tale ragione devono essere richieste apposite autorizzazioni a ENAC per poter svolgere una attività aerea con velivoli  a pilotaggio remoto, alias droni.
Inoltre sulla stessa zona erano in volo gli elicotteri dei Vigili del Fuoco e degli altri mezzi di soccorso. Le possibilità che ci potessero verificare incidenti in volo, compromettendo la già grave situazione erano abbastanza alta.
E’ questa è la principale accusa che viene diretta a Davide Pambianchi, autore del video.

FIAPR, – Federazione Italiana a Pilotaggio Remoto – una associazione di settore, chiede lumi alle autorità sulle liceità del sorvolo al fine di capire se tale volo fosse autorizzato o se si tratti di un volo abusivo.

“In un momento di emergenza in cui in cielo ci sono mezzi di soccorso , ci chiediamo quale sia il senso di fare un video con un Drone.” –  dichiara Davide Savastano portavoce della associazione.

Tra le varie contingenze a cui fare seguito questa non sarà certamente prioritaria, ma gli operatori di SAPR chiedono maggiore trasparenza e parità di trattamenti di fronte ai regolamenti.

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