Mavic 2 Pro: recensione e test in volo dell’ultimo drone DJI

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in collaborazione con DJI Store di Milano, insieme al pilota Kevin Passannante, abbiamo testato in volo il Mavc 2 Pro. Comprese le funzioni avanzate Active Track 2.0 e l’evitamento degli ostacoli APAS. Ecco com’è andata.

 L’allegra combriccola: da sinistra Luca Masali, Stefano Orsi, Kevin Passannante, Pietro si fanno fare un selfie dal Mavic 2 Pro

Giove Pluvio non ci ha favorito. Una fastidiosa pioggerella autunnale, la prima della stagione, ha deciso di inzupparci mentre testavamo il Mavic 2 Pro, messo a disposizione dal DJI Store di Milano, che ci ha supportato anche con la preziosa collaborazione del loro pilota, il giovanissimo Kevin Passannante. Al gruppetto formato da Luca Masali, direttore responsabile di DronEzine e dal direttore scientifico Stefano Orsi si è aggiunto Pietro, appassionato di droni che abbiamo incontrato il giorno prima su Facebook. Ma non ci facciamo scoraggiare dalla pioggia: “Dobbiamo provare il Mavic 2 pro in ogni condizione” afferma sicuro Kevin Passannante, e dunque cominciamo a estrarre dalla scatola il drone, che prima di oggi aveva fatto solo un breve test di volo. “oggi lo proviamo sul serio, in anteprima per DronEzine” ci dice Kevin.

Mentre le parti escono dalla scatola, apprezziamo gli stick smontabili, che consentono di riporre facilmente in poco spazio la radio che correda il Mavic 2 Pro, molto simile a quella del Mavic Air e del precedessore Mavic Pro. “Ha anche la ventolina di raffreddamento”, ci spiega Kevin. Molto utile per tenere la temperatura sotto controllo, specie nelle lunghe missioni estive, ma ogni medaglia ha il suo rovescio: la batteria della radio, oltre ad alimentare la radio (ma va?) deve anche mantenere la carica dello smartphone che usiamo per il pilotaggio, e se a questo aggiungiamo anche la ventolina, chiaro che nell’uso quotidiano oltre a tenere sotto controllo il consumo del drone dovremo far bene attenzione al livello di carica della batteria della radio.

Rispetto al “vecchio” (si fa per dire) Mavic Pro e basta, il Mavic 2 Pro è più massiccio e più alto, per la presenza di ben 10 sensori anti-collisione che lo proteggono durante il volo automatico (e dagli errori del pilota in quello manuale)  avvolgendolo in una vera e propria bolla digitale di occhi e orecchie che sentono ed evitano gli ostacoli. Metteremo a dura prova questi sensori oggi, anche usando il Masali come cavia per vedere se davvero il sistema APAS lo eviterà girandogli intorno. Su un piano esclusivamente estetico, spicca sul dorso del drone il nuovo monitor circolare per verificare a colpo d’occhio la carica delle batterie di bordo.

Drone DJI Mavic 2 Pro in volo foto (c) Dronezine

Tutta nuova anche la copertura della gimbal, che ora ha una palpebra di plastica trasparente in più per un più sicuro fissaggio durante il trasporto r rispetto a quella del Mavic Pro. 

Ci colpisce la camera Hasselblad che è la nota distintiva del mavic 2 Pro, con sensore da un pollice, la camera più avanzata attualmente montata su un drone consumer DJI. Chiediamo a Kevin un suo parere: qual è migliore, questa o quella montata sui Phantom 4 pro?

“Beh, qui abbiamo una camera Hasselblad. Per un confronto stiamo ancora facendo i test, vi faremo sapere quando saranno terminati. Ma secondo me, parere personale, i filmati 4K a 30 fps ripresi con il Mavic Pro 2 sono superiori rispetto a quelli ripresi con il Phantom 4“. Pietro, l’appassionato che si è unito alla nostra combriccola, gli chiede a bruciapelo perché una camera così performante come quella del Mavic 2 Pro non supporti i 60 frame al secondo in 4K. Preso un po’ alla sprovvista, Kevin ci dice che “DJI non ha rilasciato nessuna informazione in proposito, ma a mio parere è per non mettere fuori mercato il Phantom Pro“. Quello che non dice, ma pensiamo noi, è che se mai dovesse cambiare, idea DJI potrebbe abilitare il 4K per il Mavic 2 Pro con un semplice upgrade del firmware, magari se dovesse uscire con un Phantom 5 o se deciderà di mandare in pensione la famiglia del famosissimo fantasmino bianco.

Il primo test che facciamo è un velocissimo traversone in Sport Mode, alla velocità di oltre 65 km/h, il massimo supera i 70, ma con la pioggia non vogliamo rischiare. Anche perché in Sport mode non tutti i sensori anti-collisione sono attivi, e in caso di urto con un ramo non abbiamo troppa voglia di avventurarci per la campagna zuppa a recuperarlo. Ci colpisce la silenziosità del drone anche ad alta velocità, il rumore del flappeggio delle eliche  diventa ben percepibile solo nella frenata finale, davvero impressionante l’angolo che prende automaticamente il Mavic 2 Pro in frenata a pochi metri da noi: sembra proprio una tarantola che voglia salyarci addosso, ma invece smaltita la velocità il drone si ferma docile e ci guarda sornione con i suoi occhietti che ci ricordano tanto quelli di uno squalo.

Frenata del Mavic 2 pro in rientro da una corsa a 65 km/h in Sport Mode. Frenata talmente brusca che il fotografo è andato in crisi e non è riuscito a mettere a fuoco la best… ehm il drone.

Preso confidenza con la macchina, è venuto il momento di metterla alla prova con i modi di volo più sofisticati. Cominciamo con APAS: “Si tratta della funzione con cui se il drone trova sul suo percorso un ostacolo riesce a evitarlo senza doversi fermare come accadeva con i vecchi Mavic Pro: calcola la rotta migliore per evitarlo da destra, sinistra, sopra o sotto, senza interrompere il volo e continuando a riprendere” ci spiega Kevin. Decidiamo di provare usando il Masali come cavia: facendo come il figlio di Guglielmo Tell, il direttore di DronEzine si piazza bello fermo sulla rotta del Mavic pilotato da Kevin, e il drone in effetti lo scansa senza difficoltà.Ma tu eri pronto a prendere i comandi se mi arrivava sul cranio?” chiede un poco preoccupato il Masali a prova conclusa. “Certo, ma ero sicuro che ti avrebbe evitato” risponde Kevin con un sogghigno un poco sinistro, tanto che il Masali ancor oggi si chiede se ha rischiato di più con i sensori cinesi o con i pollici del poco più che teenager italiano.

Il Masali fa da cavia umana all’evitamento automatico degli ostacoli del Mavic 2 pro. Sì, è ancora vivo. Come? Tutti e due, certo, sia il Masali sia il Mavic 2. 

Eravamo così concentrati sull’evitamento del Masali che non ci siamo accorti nemmeno del fatto che, dopo aver dribblato il nostro direttore, il drone ha evitato anche un palo alle spalle del Masali stesso, stavolta salendo di quota. Non se ne era accorto nemmeno il pilota, dimostrando quanto efficace sia questa funzione e i sensori del Mavic 2.

Fatti i conti con APAS, passiamo a qualcosa ancora più impressionante:  Active Track 2.0, la funzione di tracciamento del bersaglio della ripresa tridimensionale. Praticamente il drone Mavic 2 oltre a seguire il soggetto inquadrato,e tenerlo perfettamente al centro della scena, adesso prevede anche la traiettoria futura, calcolando dove potrebbe trovarsi nei prossimi tre secondi, quindi proseguendo il tracciamento anche se passa dietro a una collina o sotto a una fronda di un albero. Tutto questo nella massima sicurezza grazie ai sensori installati a bordo del drone. Per questa seconda prova cambiamo cavia, il prescelto è il direttore di DronEzine Stefano Orsi, che cercherà di nascondersi tra gli alberi correndo, costringendo il drone Mavic 2 a corrergli dietro evitando rami e fronde.

Fotogramma onboard del drone Mavic 2 Pro che insegue il soggetto tra gli alberi, evitando foglie e rami

Anche questa prova si è conclusa con ottimi risultati: gli alberi sono stati evitati e il soggetto inseguito. A un certo punto, un salice piangente ha occultato l’Orsi per più tempo facendolo perdere al drone, che si è appostato in attesa per poi ribeccarlo appena è uscito allo scoperto. Se un drone commerciale prosumer può fare questo, vengono i brividi a pensare cosa possano fare i droni militari quando c’è da inseguire un bersaglio. E non certo per fargli un selfie.

E quindi?

Indubbiamente un bell’oggetto conclude soddisfatto Stefano Osi dopo la giornata di prove. “Hanno fatto un gran passo avanti sulla sicurezza, con sensori da ogni parte, anche se bisogna fare attenzione a non fidarsi troppo: non tutti i modi di volo godono della protezione completa anti-collisione, anche se la app ci avvisa di eventuali sensori non disponibili nella modalità che utilizziamo”. Nei dettagli c’è la chiave del successo: “Molto importanti i fari a led per l’atterraggio – continua Orsi – “che aiutano la telecamera a riconoscere la superficie dove atterriamo anche se è all’ombra, al buio o di notte”.Mi è piaciuta particolarmente la possibilità di accedere immediatamente alla micro SD senza dover smontare il drone – continua Orsi, mentre Masali apprezza la memoria integrata da 8 GB che evita brutte sorprese, tipo trovarsi al campo con la micro SD a casa.  “Dovendo scegliere tra mavic 2 Pro e mavic 2 Zoom, personalmente propendo per il Mavic 2 PRO per la sua camera straordinaria”, continua Orsi. “Anche perché per ottenere il Dolly Zoom senza zoom ci sono molte app che lo fanno bene”. La preferenza del direttore scientifico di Dronezine in questo caso ricalca bene  voti che i lettori di DronEzine hanno dato alle due macchine: quasi il 70% si è schierato per Mavic 2 pro, il 30% per Mavic 2 Zoom.

 

I potenti fari di atterraggio a LED

 

FAMIGLIA MAVIC A CONFRONTO

Mavic 2 ProMavic 2 ZoomMavic AirMavic Pro PLATINUM
Peso al decollo907 g905 g430 g743 g
Diagonale motori345 mm345 mm213 mm335 mm
Velocità ascensionale max5 m/s5 m/s4 m/s5 m/s
Velocitò discesa max3 m/s3 m/s3 m/s3 m/s
Velocità max72 km/h72 km/h68.4 km/h65 km/h
Tangenza massima6.000 metri sim6.000 metri sim5.000 metri sim5.000 metri sim
Autonomia in hovring29 min29 min20 min24 minuti
Sensori ostacoliOmnidirezionaleOmnidirezionaleAvanti, indietro, sottoFrontale
Gimbal tilt+30°/-90°+30°/-90°+17°/-90° (extended)+30°/-90°
Gimbal pan+/- 75°+/- 75°+/- 12°
Portata radio8km (FCC) 5km (CE)8km (FCC) 5km (CE)4km (FCC) 2 km (CE)7km (FCC) 4km (CE)
Dimensioni aperto322×242×84 mm322×242×84 mm168×184×64 mm
Dimensioni chiuso214×91×84 mm214×91×84 mm168×83×49 mm83mmx83mmx198mm
Risoluzione video4K: 3840×2160 24/25/30p4K: 3840×2160 24/25/30p4K Ultra HD: 3840×2160 24/25/30p4K: 3840×2160 24/25/30p
Video bitrate100 mbps100 mbps100 mbps60 mbps
Risoluzione foto5472×3648 (20 mpx)4000×3000 (12 mpx)4056×3040 / 4056×22804000×3000 (12 mpx)
Sensore1”CMOS1/2.3” CMOS1/2.3” CMOS1/2.3” CMOS
Prezzo1.449 EURO 1.249 EURO849 EURO1.099€ Platinum
999€ Standard
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Prezzi per i droni DJI Mavic 2 Pro e Mavic 2 Zoom

PREZZI: comprensivi di batteria, caricabatteria, radiocomando e 4 paia di eliche acquistabili sul DJI store Italiano
il drone MAVIC 2 ZOOM  costa euro 1249,00
il drone MAVIC 2 PRO costa euro 1449,00

 

 

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