Il legale risponde: se monto la telecamera su un aeromodello diventa un drone?

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Prosegue il dialogo dell’esperto legale Francesco Paolo Ballirano che risponde ai dubbi legali degli associati a DronEzine. Oggi sfatiamo una leggenda urbana dura a morire: non è la telecamera a fare il drone, su un aeromodello si possono fare tranquillamente riprese aeree senza bisogno di certificazioni, patentini e assicurazioni a patto che…
Ricordiamo che solo gli associati possono porre le loro questioni al legale, e le domande di interesse generale verranno pubblicate.
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Da più parti è stato sollevato il dubbio circa la possibilità che un aeromodello munito di videocamera non sia da qualificarsi come tale in quanto estraneo allo scopo ricreativo e/o sportivo. In alcuni casi è stato sottolineato che un drone munito di telecamera svolge sempre attività di lavoro aereo. Cerchiamo quindi di fare chiarezza analizzando specificamente cosa stabilisce il Regolamento ENAC sugli aeromodelli e che cosa sta a significare la locuzione “lavoro aereo”.

Il Regolamento ENAC provvede anzitutto a distinguere i SAPR dagli aeromodelli e successivamente a  definire compiutamente quest’ultimi. Secondo l’articolo 1, punto 4, del Regolamento ENAC gli aeromodelli non sono considerati aeromobili ai fini del loro assoggettamento alle previsioni del Codice della Navigazione e possono essere utilizzati esclusivamente per impiego ricreazionale e sportivo.

L’uso ricreazionale e sportivo assume quindi un’importanza fondamentale per distinguere gli aeromodelli dagli aeromobili (e i SAPR), che possono invece effettuare operazioni di volo per fini commerciali e svolgere attività di impresa. Se ne può dedurre che un aeromodello utilizzato esclusivamente per scopi ricreativi e sportivi, non è qualificabile come aeromobile e quindi che non è soggetto alla sua disciplina. Ricordiamo infatti, che ai sensi del Codice della Navigazione i velivoli a pilotaggio remoto sono equiparati, con le dovute specificità, agli aeromobili tradizionali.

Da ciò ne discende che un aeromodello non può svolgere lavoro aereo, dato che per aversi lavoro aereo è necessario che vengano svolte attività commerciali diverse dal trasporto aereo mediante l’uso di aeromobili (Annesso VI dell’ICAO, e Regolamento ENAC “Rilascio licenza per l’esercizio di lavoro aereo”). L’espressione Lavoro Aereo comprende in sé tutte le attività commerciali che non hanno ad oggetto il trasporto di posta, merci o persone. Sotto tale punto di vista una videocamera non caratterizza un drone come aeromodello o SAPR atteso che la sua presenza non ne cambia la destinazione, a patto che ne venga fatto un uso per fini commerciali. L’aeromodello quindi, pur provvisto di videocamera, può essere utilizzato per fini hobbistici, di diletto, o sportivi.

Un’ulteriore specificazione del concetto di aeromodello è la definizione che ne viene data all’art. 5 “Ai sensi del regolamento ENAC è da qualificarsi aeromodello un dispositivo aereo a pilotaggio remoto, senza persone a bordo, impiegato esclusivamente per scopi ricreativi e sportivi, non dotato di equipaggiamenti che ne permettano un volo autonomo, e che vola sotto il controllo visivo diretto e costante dell’aeromodellista, senza l’ausilio di aiuti visivi”;

Da ciò se ne può dedurre che:

–        l’aeromodello può essere un dispositivo a pilotaggio remoto;

Nel caso in cui pilota abbia il controllo del dispositivo e non deve essere presente a bordo dello stesso;

–        non deve avere equipaggiamenti che ne permettono un volo autonomo;

il dispositivo deve essere comandato e pilotato esclusivamente dal pilota senza l’ausilio di strumenti di autopilotaggio;

–        deve volare sotto il controllo diretto visivo dell’aeromodellista, senza aiuti visivi;

è prescritta la navigazione a vista: non devono essere presenti strumenti tali da rendere possibile il volo anche in condizioni di assoluta o scarsa visibilità;

–        Deve essere impiegato per uso ricreativo e/o sportivo.

 

Riesaminando i punti che precedono, sembrerebbe che nulla osta a che un aeromodello possa essere definito tale pur in presenza di videocamera. Tale analisi, come già detto, parte dal concetto “ricreazionale o sportivo” utilizzato per definire un aeromodello. Se la videocamera non viene utilizzata per pilotare il dispositivo in zone che si trovano al di fuori del controllo visivo del pilota e i filmati prodotti non sono oggetto di attività commerciali, ma sono oggetto di uso privato, non v’è ragione alcuna per definire un aeromodello come qualcosa di diverso. Semmai, il problema, come già rilevato, attiene alla privacy, argomento già affrontato precedentemente . In conclusione, una videocamera non è l’elemento distintivo di un SAPR o di un aeromodello, ma, piuttosto, l’uso ricreativo (o sportivo), combinato con le altre caratteristiche elencate all’articolo 5 del Regolamento, che rende il drone classificabile come aeromodello.

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