Qualità dell’aria: a controllare l’inquinamento a Milano ci pensano i droni

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Il gravissimo incendio che ha colpito il centro TMB Salario a Roma, causando una nube tossica che ha investito gran parte del settore nord della capitale, rappresenta un’emergenza ambientale e di salute pubblica di cui non si sentiva certo il bisogno, visto che durante la stagione invernale, specie in presenza di determinate condizioni atmosferiche, la qualità dell’aria che si respira nelle grandi città peggiora notevolmente già di suo, spingendo le diverse amministrazioni a contromisure anti inquinamento come le domeniche ecologiche, le zone a traffico limitato provvisorie e la circolazione a targhe alternate.

Se infatti in alcune grandi città è in atto già da qualche anno un efficientamento delle soluzioni di riscaldamento private e una transizione verso sistemi a più basso impatto ambientale, lo smog prodotto dalla circolazione degli autoveicoli (specialmente quelli a diesel) resta un fattore di inquinamento difficile da combattere.

E siccome la battaglia contro gli inquinanti prodotti dai mezzi di trasporto esige di ricorrere ad ogni arma possibile, nelle città più smart si cominciano a vedere all’opera anche i droni, strumenti ideali sia per analizzare il traffico che per monitorare le quantità di polveri emesse.

Come spiega – sulle pagine de Il Giorno – Ezio Bolzacchini, docente di Chimica dell’ambiente e uno dei fondatori del centro di ricerca Polaris di Milano, l’istituto ha già intrapreso le prime sperimentazioni a mezzo drone lungo viale Fulvio Testi (una delle strade più trafficate del capoluogo lombardo). C’è stato bisogno di un lavoro complesso per miniaturizzare le strumentazioni, ma ora stanno arrivando i primi risultati, che sono soddisfacenti.

E se usando le parole del professor Bolzacchini il drone in questo caso è “un mezzo più pratico e veloce per raccogliere dati“, non si può non considerarlo un mezzo del futuro, efficiente e poco inquinante, che è probabilmente il simbolo più adatto a segnalarci qual è il passato che dobbiamo abbandonare per garantirci, anche e soprattutto dal punto di vista ambientale, un futuro migliore.

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