Gatwick: eco-estremisti dietro all’assalto dei droni al secondo aeroporto di Londra?

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Ormai non sembrano più esserci dubbi: l’azione di disturbo che la notte tra mercoledì e giovedì ha causato la chiusura dell’aeroporto inglese di Gatwick, che sta lentamente tornando alla normalità con gravi disagi anche oggi venerdì 21 dicembre, è una “deliberata azione criminale” secondo la polizia inglese. La  task force messa in piedi a tempo di record per arrestare i membri del commando, che rischiano fino a 5 anni di carcere, non ha ancora portato a nessuna cattura. Ma gli inquirenti seguono sempre con maggior convinzione la pista degli ecologisti estremisti.

Una clamorosa azione mediatica per dimostrare che un aeroporto civile può essere facilmente attaccato e messo al tappeto da un drone. Questa porrebbe essere la spiegazione dell’attentato di ieri a Gatwick, che ha causato notevoli disagi ad almeno 6 mila passeggeri, tra voli cancellati e dirottati. Un caos infernale che ha richiesto anche l’appoggio dell’esercito, con compiti logistici: portare acqua e assistenza alle persone accampate all’aeroporto senza la minima idea di quello che sarebbe successo.

Se la polizia inglese punta decisamente il dito contro un commando di estremisti ecologisti, i cosiddetti “Eco-Warrior”, Il ministro dei Trasporti britannico Chris Grayling è più prudente e spiega che al momento non ci sono prove che si sia trattato di un atto di terrorismo. Quel che è certo, dice ancora il ministro, è che quanto è successo “non ha precedenti nel mondo” e che è una “lezione da imparare”: molto probabile un giro di vite sulla comunità dei droni britannica.

la stessa DJI si è detta pronta a collaborare con gli inquirenti, anche se a quanto si è appreso finora il drone non sarebbe un modello del popolarissimo costruttore cinese quanto piuttosto due grossi multicotteri, dall’aspetto di droni industriali, che potrebbero anche essere stati autocostruiti per evitare di lasciare tracce. Ricordiamo che DJI ha sperimentato con successo, anche in Italia, il suo Aeroscope, un sistema per l’identificazione e disabilitazione dei droni che si avvicinano ad aree proibite.

Sempre a proposito di disabilitazione, la polizia inglese non ha sparato ai droni apparsi su Gatwick ufficialmente per non rischiare di fare danni con i proiettili vaganti. Ma data la coincidenza di un rapporto allarmante dei servizi segreti tedeschi che avevano dato per possibile un attacco terroristico sull’aeroporto di Stoccarda, c’è chi ritiene che le forze speciali inglesi non abbiano aperto il fuoco nel timore che i droni portassero esplosivi o gas nervini, e in caso di sparatoria le conseguenze avrebbero potuto essere devastanti. Visto che questo pericolo sembra scongiurato, e l’operazione sembrerebbe essere architettata da eco-warriors e non da assassini, i cecchini inglesi avvertono che oggi sarebbero “in posizione ben migliore” per fare il tiro al piattello, se mai i droni dovessero riprovarci. Eco-Warrior avvisato, Eco-Warrior salvato.

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