Gatwick, due droni scatenano il caos sull’aeroporto londinese. La polizia ha anche pensato di abbatterli a fucilate

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Caos, ritardi, traffico aereo in tilt, milioni di sterline di danni e passeggeri inferociti lasciati a terra  per quello che la polizia londinese definisce “un atto deliberato” pur non citando direttamente il terrorismo.

L’immagine è meramente  illustrativa e non ritrae l’attacco dei droni di mercoledì/giovedì 19-20 dicembre.

Il secondo aeroporto londinese è stato attaccato, a quanto pare di capire sinora deliberatamente, da uno, forse due droni la notte di  mercoledì 19 dicembre. Droni che entrando e uscendo dal perimetro aeroportuale e avvicinandosi alle piste ripetutamente e fino alle tre del mattino del giovedì  hanno scatenato un vero caos: le piste sono state chiuse immediatamente, poi riaperte brevemente e nuovamente chiuse nemmeno un’ora più tardi. Ci vorranno giorni per smaltire i ritardi e i voli cancellati sul trafficatissimo scalo inglese, oltretutto sotto pressione per gli spostamenti prenatalizi.

Gli ufficiali della Polizia del Sussex descrivono l’accaduto come frutto di “Un atto deliberato per creare caos (disrupt nell’originale inglese) nello scalo”, ma aggiungono che “Non ci sono assolutamente indizi che si sia trattato di un atto terroristico“. La polizia aeroportuale ha seriamente considerato l‘ipotesi di abbattere i droni a fucilate, anche sparando da un elicottero, ma ha desistito per timore che i proiettili vaganti potessero fare ancora più danni dei droni.

L’autore o gli autori del gesto sono ricercati, è stata costituita una task force di 20 poliziotti dedicata alla caccia all’uomo. Quando li prenderanno, oltre a diversi milioni di danni da ripagare, rischiano cinque anni di carcere. Ben 6 mila passeggeri hanno avuto fastidi per questo attacco, visto che il i loro aerei sono stati dirottati per ragioni di sicurezza su altri scali inglesi, 2 mila non hanno potuto partire per la oro destinazione e altri 2 mila non sono proprio arrivati visto che il loro volo è stato cancellato.

Droni industriali, non droni da supermercato

Sempre secondo le prime indiscrezioni della polizia del Sussex che sta indagando sull’assalto, i droni usati per “bloccare deliberatamente” l’operatività dello scalo londinese sarebbero grossi droni industriali, non le leggere telecamere volanti che usano hobbisti e fotografi e si acquistano anche nei supermercati. Droni in grado di fare danni molto seri a un aeroplano, dunque, e la polizia non esclude che siano stati fabbricati in casa, cosa che avrebbe senso anche per bypassare le centraline dei droni commerciali che registrando le rotte GPS potrebbero aiutare a mettere le mani sugli autori del crimine.

Poco fa, sul canale Twitter, l’aeroporto di Gatwick ha fatto sapere che non è ancora possibile, al momento, stabilire quando tornerà ad essere operativo.

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