Gatwick, la farsa continua: rilasciata senza accuse la coppia arrestata ieri

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Lo psicodramma di Gatwick continua: dopo non essere riusciti a proteggere il secondo aeroporto di Londra da un paio di droni, il che già la dice lunga sul livello di preparazione delle autorità aeroportuali britanniche, le istituzioni inglesi inanellano una nuova figura misera e si vedono costretti a rilasciare gli unici indagati, che non c’entravano nulla con il fattaccio. Già ieri scrivevamo che ci convinceva poco l’arresto, tanto più che l’uomo aveva un alibi di ferro, ed era colpevole solo di essere un appassionato elimodellista. Una farsa.

Una farsa, dall’inizio alla fine. Come ieri scriveva scandalizzato il tabloid Daily Mail, “Come può una simile cacchina nel cielo mettere a ko il secondo aeroporto di Londra?” Non c’è una spiegazione, non c’è una scusa: una situazione gestita malissimo, uno psicodramma nato dall‘imbarazzante incapacità delle autorità inglesi di risolvere, al limite con una fucilata, l’incursione di un paio di droni.

Una prova di dilettantismo a livello continentale, se non addirittura mondiale, che evidentemente ha fatto saltare i nervi a qualcuno, altrimenti non si spiegherebbe nemmeno l’imbarazzante arresto di una coppia che viveva vicino all’aeroporto, un tranquillo signore che di mestiere si occupa delle intelaiature delle finestre e che si è visto la polizia in casa a far domande assurde solo perché era appassionato di droni e di aeromodelli.

Il governo già più che traballante di Theresa May è in comprensibile imbarazzo, e il partito laburista, all’opposizione chiede una commissione indipendente per valutare l’azione del governo: “Il livello del disservizio è inaccettabile, e richiede che si faccia chiarezza su come è stato possibile che ciò accadesse. Questo è il motivo perché noi laburisti chiediamo una indagine indipendente” tuona a gran voce il ministro ombra dei trasporti Andy McDonald. Alla richiesta il ministero dei trasporti inglese (non ombra, quello vero) risponde che la mozione dell’opposizione è “un misto di nonsense e grossolana mistificazione: i droni di Gatwick hanno fatto un volo illegale, il governo ha cambiato la legge quest’anno per proibire i voli entro un chilometro dagli aeroporti e oltre i 400 piedi (120 metri circa) di altezza. La legge non potrebbe essere più chiara” scrivono. Già, peccato che questa legge nessuno abbia pensato di farla rispettare e nemmeno avesse la minima idea di cosa fare se qualcuno se ne fosse infischiato, come è puntualmente successo.

Popocorn e patatine, aspettiamo la prossima puntata dello psicodramma. Gli elementi per fare un poliziesco di serie B ci sono tutti: una taglia di 50 mila sterline per chi avesse informazioni utili a catturare i dronisti pirati (magari senza denunciare un altro vicino aeromodellista a caso, lo apprezzeremmo assai) e la rivelazione che fuori dal perimetro dell’aeroporto sarebbe stato trovato il relitto un drone sfasciato. Sfasciato da solo, beninteso, quindi forse a essere imbranati in questa commedia degli equivoci che sembra venire direttamente da una comica di Mister Bean non sono solo i buoni ma anche i cattivi. Forse è l’unica buona notizia che giunge da Londra.

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