Norme EASA: Non è il patentino per i droni che fa la sicurezza, lo dimostrano i numeri

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Una delle ansie relative  le regole EASA è il timore di una diminuzione della sicurezza del sistema dovuto alla caduta degli steccati che separano  il volo professionale da quello amatoriale, e quindi ai molti che in futuro lavoreranno in Open dopo aver superato un semplice test online, anche in scenari urbani e sulle persone.
Ma le cose non stanno affatto così.  I piloti senza patentino, quelli dei droni amatoriali e trecentisti, si sono dimostrati coscienziosi e preparati, la sinistrosità è praticamente inesistente. I problemi semmai sono derivati dai piloti con patentino. Lo dimostrano i dati dell’assicuratore leader di mercato.

Già nel 2017, presentando le primissime bozze del regolamento che oggi a due anni di distanza sta entrando in vigore, Easa riconosceva che i piloti amatoriali, e soprattutto gli aeromodellisti in tutta la loro lunga storia hanno dimostrato ottimi standard di sicurezza, con una sinistrosità particolarmente bassa, anche se in oltre un decennio non sono mancate le tragedie. Una su tutte, un terribile incidente in un airshow in Ungheria nel 2006, che ha causato due morti tra il pubblico a causa di un grosso aeromodello con motore a scoppio fuori controllo pilotato da un aeromodellista tedesco esperto. E più recentemente, un bimbo inglese ha perso un occhio per via di un drone, a dimostrare che il rischio zero non esiste in nessuna attività umana. A dispetto di ciò i piloti senza patentino, che tanto preoccupano alcuni,  hanno dimostrato negli anni di meritare fiducia. Anche più dei colleghi con attestato. 

Ne parliamo con Marco De Francesco di Cabi Broker, il principale assicuratore in Italia per droni amatoriali e professionali. Che ci conferma come i problemi semmai vengono dai piloti con patentino e non da chi vola senza, quindi trecentisti e hobbisti, con buona pace delle ansie di chi preconizza disastri epocali con l’apertura delle Open. 

Piloti senza attestato: Straordinariamente sicuri

“Per quanto riguarda la copertura assicurativa di responsabilità civile dall’utilizzo di drone per attività ludico ricreative (amatoriali) a oggi nessun sinistro è stato aperto” ci conferma De Francesco: si tratta della polizza per hobbisti che DronEzine propone ai suoi associati fin dal lontano 2014: in cinque anni insieme a Cabi (e prima in collaborazione con Fiamaero) abbiamo coperto il rischio del volo amatoriale con 3 mila polizze emesse, tutti piloti senza patentino essendo amatoriali, e nessuno di loro ha causato danni a cose o persone, il che se non è un record ci va vicino. Piloti va detto che si assicurano per senso di responsabilità e senso civico, non essendo obbligati a farlo dalla legge ma solo dal buonsenso.

Record anche per i piloti di trecentini, questi invece obbligati ad assicurarsi dalla legge. Quella per SAPR inoffensivi è una polizza in cui CABI è assoluto leader di mercato, e anche qui zero incidenti, zero richieste di risarcimento. Il che naturalmente non significa che potranno essercene in futuro, siamo sempre appesi a una radio e tutto può succedere,  ma dimostra che l’inoffensività legale che permette ai trecentini oggi (e ai droni inoffensivi europei fino a 900 grammi domani) di volare in città e sulle persone si riflette anche in una straordinaria sicurezza e sinistrosità zero. E quindi, se in anni e anni di volo senza patentino incidenti non ce ne sono stati, perché fasciarsi la testa in vista dei futuri voli all’europea?

Piloti con attestato: promossi, ma un po’ meno virtuosi dei colleghi senza patentino

Le cose sono un po’ diverse se guardiamo invece ai piloti con patentino, che nei file di CABI sono molto meno dei colleghi senza patentino. Anche loro hanno sì una sinistrosità estremamente bassa, ma non nulla:A parte casi sporadici negli anni precedenti, l’indice di sinistrosità per quanto riguarda i piloti con attestato ha avuto un impennata nel 2018” racconta De Francesco.  “Vuoi perché il numero di operatori è aumentato, vuoi perché CABI si è attestata e confermata come il primo broker specialista nel settore SAPR, per volume di clienti operatori assicurati nostro tramite e pertanto abbiamo ancor di più la possibilità di monitorare la frequenza di incidenti e la tipologia”. 

Impennata per modo di dire, perché anche le migliaia di piloti di SAPR gli incidenti sono stati davvero pochissimi: “lato professionisti SAPR, nel 2018 ci sono stati 6 sinistri di Responsabilità Civile, esclusivamente per danni a cose, regolarmente liquidate dalle compagnie. Nessun sinistro per danni a persone, né abbiamo ricevuto richieste di intervento per eventi legati ad aeromobili manned o aeroporti. Per quanto riguarda la  Kasko, anche qui 6 sinistri aperti e, anche in questo caso, regolarmente liquidati” continua De Francesco, e conclude: “Sebbene il segnale relativamente alla sinistrosità sia aumentato, rimane ampiamente all’interno della tollerabilità per la copertura RC. La tipologia dei danni è quella tipica, danni ad auto, fabbricati, barche eccetera“.

Ci resta la curiosità di sapere quali siano stati i danni denunciati per la Kasko, quindi il danno al drone stesso e non a persone estranee o cose altrui: “relativamente alla kasko l’andamento è più negativo dovuto al fatto che chi si assicura lo fa per attrezzature importanti, qui la tipologia è diversa e la perdita di controllo che comporta lo schianto dell’APR è tipicamente causata da eventi accidentali come uccelli o collisione con fili e altre strutture fisse. Ovviamente in ogni caso l’assicuratore ha fatto le opportune verifiche per accertare che l’attività fosse svolta nel rispetto del regolamento”.

Insomma Marco De Francesco, sfatiamo il mito che le assicurazioni non pagano? “Ci fa piacere l’ampia soddisfazione dei clienti sull’impostazione delle nostre polizze, in merito alla portata delle garanzie e i premi vantaggiosi, oltre all’ottimo servizio del nostro ufficio convenzioni e sinistri. Auspichiamo che questo segnale serva per aumentare il bacino di clienti dandoci la possibilità di incrementare ulteriormente la portata delle garanzie a beneficio dell’intero settore”. E magari fare calare un pochino i premi, aggiungiamo noi. Anche se a dire la verità 30 euro per assicurarsi voli sereni hobbistici, 100 euro per un trecentino che vola in città e sulle persone per lavoro, 260 euro per un drone più pesante pilotato da un professionista non saranno noccioline, ma sono ben più ragionevoli degli assurdi premi da capogiro delle primissime polizze per SAPR. Non c’è nessun motivo per dubitare che la sinstrosità straordinariamente bassa dei piloti senza patentino continui nell’Open di EASA, e la legge del mercato assicurativo è sempre quella: meno sinistri ci sono, meno si pagherà di premio. 

E dunque? Niente ansia, la sicurezza è al sicuro. Oggi con ENAC e domani con EASA

Insomma, non c’è da temere. Non è il patentino che fa la sicurezza, almeno negli scenari a basso rischio Open. E lo dimostrano ampiamente i dati degli assicuratori. Viene invece il sospetto che le ansie degli addetti ai lavori nascondano qualche preoccupazione di ben altra natura. Perché la sicurezza è come la privacy: un valore fondamentale, addirittura vitale, che però a volte viene invocata a sproposito, senza dati a supporto per cercare di giustificare qualsiasi cosa. Anche assurdità di chi (e ce ne sono) pretenderebbe di obbligare la gente a dotarsi di un attestato aeronautico per giocare con un drone in un parco o in un prato o per fare lavori a basso rischio in Open. Una cosa che non sta ne in cielo né in terra, basta ragionarci un attimo per rendersi conto di quanto la sola idea è assurda. E di fatti non è mai stata così, e non sarà così, né con Enac che non richiedeva attestati né per lavorare con i trecentini né per giocare con i droni amatoriali. E non sarà così con Easa, che giustamente si accontenta di un test online.

Danni potranno essercene, certamente. Ma non stiamo parlando delle operazioni critiche di oggi o le Specific o addirittura le Certified di EASA, operazioni complesse e potenzialmente pericolose che richiedono ovviamente un attestato professionale e una rigorosa gestione del rischio. Stiamo parlando delle Open, operazioni che EASA definisce a bassissimo rischio. Tanto  che se fatte in città e sulle persone richiedono droni inoffensivi, o addirittura un secondo test online e un limitatore di velocità in certi casi, se il drone non è inoffensivo. In questi scenari a bassissimo rischio qualche macchina graffiata, qualche finestra rotta dobbiamo metterla in conto. Ma proprio per questo esistono le assicurazioni.

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