Con la terza edizione del regolamento ENAC per i droni, che sarà in vigore solo dopo la fase di richiesta di commenti che termina il 5 di Agosto, tutti i droni dovranno essere assicurati, anche quelli che volano solo per hobby, se la stesura definitiva manterrà l’impianto in bozza. Una situazione definita dall’ing. Alessandro Cardi di ENAC come un “effetto collaterale” della nuova definizione di aeromodello, che che esclude tutti i droni comunemente intesi e li trasforma in SAPR.
“Una rivoluzione a cui eravamo già pronti da tempo, nessun cambiamento sarà necessario per le nostre polizze” ci dice Marco De Francesco di Cabi Broker, il maggior provider italiano di polizze per chi vola con i piedi per terra, sia per hobby sia per lavoro. “Che continueranno a valere così come sono, e continueranno ad essere convenienti grazie alla convenzione per i soci DronEzine“.
Nella nuova definizione ENAC, un SAPR è qualsiasi drone oltre che abbia a bordo sistemi non solo per il volo autonomo (e questi nessuno ce li ha) ma anche per il volo automatico (e questi ce li hanno tutti, non solo i droni con GPS: anche il piccolo Tello può essere programmato per fare volo automatico grazie al kit di sviluppo dedicato). Una frasetta che cambia drammaticamente lo scenario per tutti coloro che volano per hobby, il loro drone non è più un aeromodello ma un SAPR. Quindi manuali obbligatori (ma per il volo hobbistico può bastare il foglio di istruzioni del produttore) e assicurazione obbligatoria per tutti.
“Sì, l’assicurazione diventa obbligatoria anche per il volo ricreativo. D’altronde la vostra stessa rivista ha sempre spinto perché chi vola abbia una polizza di responsabilità civile, essendo il drone un mezzo che può creare danni”. ci dice l’ingegner Alessandro Cardi di ENAC (leggi l’intervista completa)
In effetti noi di DronEzine la polizza la consigliavamo caldamente, e insieme a broker specializzati abbiamo creato polizze convenienti per gli appassionati. Ma il nostro era un suggerimento, non un obbligo, non essendoci un supporto giuridico. Ora possiamo dire che è diventato un obbligo per tutti quelli che volano anche per hobby con un drone ?
“Sì, è indubbiamente un effetto collaterale del regolamento, ma abbiamo visto che anche l’uso ricreazione ha creato danni, anche a monumenti, tanto quanto quelli professionali” conclude il vice presidente di ENAC.

Nella fattispecie del regolamento in bozza, destinato ad entrare in vigore ai primi di Agosto, l’obbligo assicurativo è dettagliato nell’articolo 32: Non è consentito condurre operazioni con un SAPR se non è stata stipulata e in corso di validità un’assicurazione concernente la responsabilità verso terzi, adeguata allo scopo e non inferiore ai massimali minimi di cui alla tabella dell’art. 7 del Regolamento (CE) 785/2004
Per il corso online c’è un anno di tempo, per l’assicurazione no
“La formulazione in bozza è del tutto identica a quella del ‘vecchio’ regolamento ENAC” ci dice Marco De Francesco, “I massimali restano quelli consueti, quello che cambia è il contesto: con le regole che entreranno in vigore il 5 agosto, anche i droni usati per hobby saranno considerati SAPR, e quindi per tutti l’assicurazione diventa un obbligo. Così come, ma solo a far data dal 1 luglio 2020, sarà obbligatorio il corso e test online anche per chi fa volo ricreativo. Ma se per il corso c’è un anno di tempo, per la polizza l’obbligo scatterà già dal momento in cui il regolamento sarà approvato”.
Volo hobbistico o professionale? Scegli tu
Marco De Francesco, nel nuovo regolamento ENAC il volo amatoriale è assimilato al volo professionale non critico, che diventano la stessa cosa. Ma le vostre polizze ancora distinguono tra volo hobbistico (con premi sotto i 30 euro/anno per i soci DronEzine) e volo professionale con premi ben più alti (da 100 euro per i trecentini inoffensivi, da 150 euro per i droni come Phantom, Mavic, Inspire eccetera). Come potete mantenere questa differenza se il regolamento la annulla?
“La possibilità che i droni usati per hobby possano continuare a godere di polizze più economiche, dal momento che a livello assicurativo i droni usati per hobby sono considerati meno rischiosi di quelli usati per lavoro, visto che volano meno spesso e in scenari più diciamo così ‘tranquilli’, viene dalla formulazione stessa dell’art. 32, dove parla di ‘polizza adeguata allo scopo’: chi intende usare il suo drone solo per hobby, ha lo scopo di fare volo ricreativo, e si assicurerà per questo rischio. Chi invece preferisce approfittare della possibilità di volare per lavoro dovrà sottoscrivere una polizza per lo scopo professionale. Ricordiamo che le nostre polizze professionali in convenzione con DronEzine già dall’aprile scorso sono state gratuitamente estese all’uso anche ricreativo, proprio per avvicinare le nostre soluzioni assicurative agli scenari EASA”.
Un’altra differenza importante è che le vostre polizze a scopo hobbistico coprono tutta l’attività ricreativa, anche se uno ha molti droni e coprono anche gli aeromodelli tradizionali, che non sono considerati SAPR nel regolamento ENAC. Invece quelle professionali coprono solo un singolo drone, sia durante l’uso professionale che ricreativo. Mantenete anche questa impostazione?
“Certamente, dal momento che gli hobbisti normalmente hanno più drone e aeromodelli, li copriamo tutti. Questo invece non si può fare per le polizze professionali, che continueranno a coprire il singolo drone, sia quando vola per lavoro sia quando vola per hobby”.
⇒Vai alle polizze in convenzione per i soci DronEzine




