Los Angeles: i Vigili del Fuoco vogliono più Droni

Il dipartimento dei vigili del Fuoco della città di Los Angeles, che con i suoi oltre 3500 impiegati è uno dei più grandi degli USA, usa già con successo ben 11 droni, ma Richard Fields, Battalion Chief del LAFD (Los Angeles Fire Department) è talmente soddisfatto del contributo dei suoi velivoli che vorrebbe raddoppiare la cifra.

Il problema non è certo il budget, visto che – come riporta il sito Techcrunch – il dipartimento ha a disposizione grosso modo 700 milioni di dollari, mentre qualche grattacapo in più al comandante lo crea senza dubbio il ban che l’anno scorso il Dipartimento della Difesa statunitense ha stabilito nei confronti dell’acquisto e dell’uso di tecnologia commerciale cinese, accusata di esporre le operazioni del personale militare americano al rischio di spionaggio da parte di Pechino.

Nonostante il ban, però, a quanto pare sono molti i dipartimenti che continuano ad utilizzare droni DJI, i più diffusi al mondo, perché al di là delle ipotesi di complotto (smentite peraltro da una ricerca anche questa made in USA), semplicemente, contribuiscono a salvare vite e, anche quando non lo fanno, migliorano non poco l’efficienza delle operazioni.

capo battaglione fields dei vigili del fuoco di los angeles
Richard Fields, capo battaglione dei Vigili del Fuoco di Los Angeles

È per questo motivo che lo scorso aprile il LAFD ha stretto con DJI una partnership volta a testare e a schierare come strumenti di risposta in casi di emergenza. A distanza di quasi 6 mesi, adesso, il programma sembra aver dato risultati così positivi che il Fields vuole addirittura raddoppiare la flotta.

Questo non significa che Fields prenda sottogamba le preoccupazioni del Governo circa la sicurezza dei mezzi, perché lui stesso assicura che ogni mappatura di strutture critiche viene effettuata senza che il drone sia connesso a internet. Certo questi dati vengono raccolti dal drone, ma “Il 90% di queste informazioni riguardano come il drone sta operando. Ci sono alcune informazioni su dove il drone si trova, sulla latitudine e longitudine del drone stesso..questi sono i dati che vengono raccolti“, dice Fields, che aggiunge pure una sua visione piuttosto semplificatrice sulla questione, che suona pressappoco così: “Se il governo è preoccupato dall’uso dei droni prodotti in un Paese straniero, basterebbe che li regolasse”.

Nel frattempo, ammesso che ciò accada davvero, i droni della DJI continueranno a migliorare il lavoro di polizia, vigili del fuoco, organizzazioni di soccorso e altro, anche perché, a parte le sterili preoccupazioni, al momento gli USA non sono in grado di offrire alternative.

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