Capita sovente che un operatore autorizzato si veda negare il divieto di sorvolo da parte di una ordinanza comunale che erige una barriera invisibile per non far volare i droni in un certo comune.
Abbiamo già ampiamente trattato in più occasioni l’argomento circa la legittimità di tali provvedimenti, sopratutto quando vanno a ledere l’operato di operatori riconosciuti dall’Ente Nazionale Aviazione Civile con i loro droni alias SAPR regolarmente assicurati e registrati.
Negli ultimi tempi siamo venuti a conoscenza di ben due situazioni molto simili: una riguarda il comune di Firenze e l’altra il comune di Bagnoregio in provincia di Viterbo
Bagnoregio divieto di sorvolo ordinato dal sindaco anche per i droni “trecentini”
Per quanto riguarda Bagnoregio: ” Gli ultimi giorni del 2019 il sindaco del paese ha emanato un’ordinanza (vedasi allegati) che vieta il sorvolo, cito, “con droni o altri apparecchi radiocomandati”, nelle aree solitamente più affollate nei giorni festivi (nei giorni feriali o di mattina presto, molto spesso le aree sono praticamente deserte.” – così ci scrive in una email Antonio A. un nostro lettore.
Che prosegue con la richiesta di sapere se: “può un sindaco imporre autonomamente una NFZ in alcune aree del paese per un anno intero senza ‘interpellare’ ENAC?”
Curiosa l’ordinanza del sindaco che tra l’altro cita testualmente anche i droni trecentini, ovvero dal peso inferiore ai 0,3Kg considerati dall’attuale regolamento ENAC in vigore, come aeromobili a pilotaggio remoto (ovvero droni) inoffensivi.
La risposta in via breve è già stata data più e più volte dallo stesso Ente aeronautico con circolari dirette ad ANCI (addirittura nel 2015) nonché agli specifici uffici comunali e recentemente ripetuta anche alla associazione di piloti A.O.P.A. Italia divisione APR.
In poche parole i permessi o i divieti di sorvolo siano di totale competenza di ENAC stessa.
I Comuni o altri uffici o agenzie interessate, possono richiedere permanenti o temporanee restrizioni degli spazi aerei, facendone apposita richiesta a ENAC stessa, che nel caso vaglierà la richiesta approvandola o rigettandola.
Vedi ad esempio le NoFyZone per i comuni di Roma, Milano Venezia ecc. Dove le prefetture hanno fatto esplicite domande per questioni di pubblica sicurezza e le NFZ sono state istituite e pubblicate ad hoc.
A Firenze viene richiesta anche la compilazione di un SCIA

La questione fiorentina è similare ma più complessa, il dott. Zanazzi Marco, operatore riconosciuto e pilota di Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto, domanda pubblicamente al Comune di Firenze e a ENAC come mai oltre al divieto di sorvolo fosse richiesta anche la compilazione di una SCIA presso lo SUAP del Comune in oggetto.
La risposta via PEC al dottor Zanazzi da parte dell’Ente Nazionale Aviazione Civile, non si è fatta attendere e ribadisce sostanzialmente i concetti sopra esposti.
La lettera verrà pubblicata anche sul sito istituzionale della autorthy nazionale, ma rimarrà aperta a nostro avviso la questione di richiesta della SCIA (Segnalazione certificata di inizio attività)“.
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