il 15 gennaio la Federal Aviation Administration ha approvato i primi voli completamente automatizzati, concedendo all’azienda American Robotics Inc., con sede nel Massachusetts, di svolgere operazioni spingendosi oltre i limiti vigenti per tutti fino a qualche giorno fa, ossia volo automatico oltre la visuale dell’operatore a patto che ci fossero uno o più osservatori lungo il tragitto del velivolo.
Il fatto rappresenta una svolta storica nel mondo dei droni, sebbene sia il caso di non esagerare con l’entusiasmo in quanto il provvedimento non consiste in un “liberi tutti”, bensì in un più oculato spiraglio di apertura, visto che al momento la decisione impone contesti operativi di tipo rurale, quindi poco densamente popolati, ad altitudini al di sotto dei 400 piedi (circa 122 metri) e con droni dal peso massimo al decollo di 9 chili.
Insomma, da questo a vedere i droni corrieri che affolleranno i cieli sopra le nostre teste per consegnare pizze o altri prodotti fin dentro i nostri giardini – o chissà dove altro – ce ne passa ancora molto, ma certo la mossa della FAA è già così un passo importantissimo per le crescenti applicazioni commerciali dei droni nei settori dell’agricoltura, minerario, delle ispezioni di reti e infrastrutture, etc.
Non solo, perché le condizioni imposte dalla FAA riguardo al peso dei velivoli, all’altezza massima delle operazioni e al contesto territoriale in cui operare i droni in moto automatico, seguendo rotte prestabilite, indica anche che forse i tempi sono maturi affinché l’Authority allenti un po’ le maglie della normativa e viri gradualmente verso un sistema di autorizzazioni valido per tutti gli operatori che ne facciano richiesta, invece di restare ancorata ad una valutazione caso per caso, che implica un controllo capillare di ogni velivolo e di ogni operazione coinvolto nella pratica.
E chissà che questa apertura, soprattutto in tempi di pandemia, non si riveli positivamente contagiosa nello spingere anche altri enti regolatori nazionali, nel resto del mondo, a rivedere le loro posizioni a vantaggio di una normativa meno rigida, più semplice e comune a tutti.




