Tecnam è un’azienda italiana nata dalla passione di Gino e Giovanni Pascale, aeromodellisti napoletani che nel 1935 hanno cominciato la loro storia aeronautica costruendo gli aeromodelli a elastico delle scatole di montaggio della milanese Movo. Il primo aereo dei fratelli Pascale è stato il Il P.48 Astore, un biposto ad ala alta controventata, carrello fisso a ruotino di coda, dotato di un motore Continental A65 da 65 cv con una storia interessante alle spalle: Furono acquistati quattro motori venduti come rottami e prendendo i pezzi buoni ne assemblarono uno funzionante.
L’aereo fu portato in volo dal leggendario Mario De Bernardi, che presi in simpatia i due ragazzi non ha chiesto loro nulla per il collaudo (e ha dimostrato una bella fiducia, pilotando un aereo progettato da due giovani alle prime armi). Da quel successo i Pascale fondarono la loro prima azienda, Partenavia, che ha avuto un discreto successo commerciale, il P66 Charlie (nella foto) è stato l’aereo più diffuso negli aeroclub di tutta Italia, grazie alle sue doto di semplicità, praticità e facilità di pilotaggio e gestione. Dopo che Partenavia entrò nel gruppo Aeritaia, i Pascale fondarono Tecnam, che ha portato avanti la tradizione aeronautica partenopea.
Optionally Piloted P92
Uno degli aere più noti di Tecnam è il biposto p92, di cui un esemplare è stato trasformato in… drone. L’ENAC ha recentemente autorizzato il progetto Flare,Flying Laboratory for Aeronautical Research, a usare il p92 come piattaforma volante per mettere a punto sistemi di pilotaggio remoto. Nel protocollo d’intesa, ENAC ha autorizzato a portare avanti 32 missioni di volo sperimentali in un anno sotto l’egida del SESAR, il
programma dell’a Ue per l’unificazione del controllo del traffico aereo su tutto il continente. Anche se il p92 si piloterà da terra, dovrà comunque avere a bordo un pilota pronto a ogni evenienza e l’aereo dovrà rimanere in condizioni VFR, quindi volo a vista. E non è nemmeno il primo Tecnam a diventare un drone: Il pattugliatore marittimo a controllo remoto italo-spagnolo Indra P 2006T MRI Maritime reconnaissance and intelligence aircraft (nella foto) è realizzato su una cellula di bimotore Tecnam P 2006T costruito a Capua.
Grazie all’industria napoletana, il sogno di vedere un giorno volare aeroplani senza pilota a bordo è un poco più vicino.




