Un team di ricerca interdisciplinare dell’Università del New Mexico è stato tra i primi al mondo a campionare gas incontaminati direttamente dall’eruzione di un vulcano attivo, che nello specifico è stato il Cumbre Vieja, situato su La Palma, isola facente parte delle Canarie.
I dati raccolti rappresentano un vero e proprio tesoro dal punto di vista scientifico, perché la composizione dei gas liberati durante l’eruzione è un indicatore dei fenomeni fisici che sono in corso nelle profondità della terra, e può quindi aiutare a prevedere quando vulcano erutterà.
Ovviamente la raccolta sul campo espone a tremendi rischi le squadre di vulcanologi, ed ecco perché i droni sono sempre più impiegati per raggiungere e avvicinarsi il più possibile ai crateri o ai fiumi di lava. Ed ecco perché la National Science Foundation americana nel 2020 ha premiato la University of New Mexico con una sovvenzione di 1,5 milioni di dollari per 4 anni allo scopo di sviluppare nuovi software e droni di ispirazione biologica per misurare e campionare i gas vulcanici.
Il risultato è stato la nascita del progetto VolCAN, il cui team ha studiato prima il vulcano Tavurvur, in Papuasia Nuova Guinea, e più di recente si è concentrato sul Cumbre Vieja, “approfittando” della più grande eruzione degli ultimi 500 anni in Europa, iniziata lo scorso settembre e proseguita fino a dicembre 2021, con i fiumi di lava che hanno distrutto oltre 1000 abitazioni e la polvere che ha coperto zone significative della parte occidentale dell’isola.
Ecco il video della spedizione del team della UNM:
“Dalle esalazioni vulcaniche abbiamo raccolto dati incontaminati di gas che ci dicono da dove stava venendo il magma che ha causato l’eruzione. Nessuno finora era mai riuscito a farlo durante un’eruzione”, spiega Matthew Fricke, uno dei principali investigatori del progetto VolCAN e assistente di ricerca di computer science.
E se questa volta i membri del team hanno dovuto operare utilizzando tutte le protezioni del caso, incluso maschere anti gas di grado militare, il prossimo passo sarà quello di adottare un nuovo codice software in grado di istruire i droni a volare e a campionare i gas in completa autonomia e in modalità sciame.



