Consegne con i droni: “La Posta” svizzera rinuncia

Il sistema postale svizzero La Posta, il giorno 1 giugno ha annunciato che non proseguirà le consegne con i droni in quanto ritenute anti economiche, al contempo cede il posto al produttore Matternet che proseguirà il trasporto tra gli ospedali collegati.

Sul sito ufficiale delle poste elvetico, si legge infatti questa nota: “Dopo cinque anni di esercizio nel quadro di un progetto pionieristico, la Posta ha deciso di cedere questa attività alla sviluppatrice californiana di droni Matternet. Sebbene i droni autonomi suscitino interesse in tutto il mondo, l’attuale contesto regolatorio per gli aeromobili telecomandati non ne consente un utilizzo sufficientemente ampio per la Posta in Svizzera, limitandone la redditività.”

La storia delle consegne con i droni in Svizzera dal 2017 ad oggi

Gli attenti lettori di Dronezine si ricorderanno dell’enfasi che demmo all’inizio della attività nel 2017, relativamente alle consegne con i droni effettuate in collaborazione la californiana Matternet.
Azienda specializzata proprio nella progettazione e costruzioni di droni da trasporto, che erediterà il servizio già dal prossimo dicembre 2022.
Servizio non esente da alti e bassi: ricordiamo la caduta di un drone in un lago e la relativa volontà di sospensione delle attività da parte di Swiss Post.
In verità dopo gli accertamenti del caso, i droni in volo tra i diversi ospedali, hanno proseguito le loro missioni con regolarità.

Le consegne con i droni, sono realizzabili o sono solo fantasiose ipotesi?

La notizia, anzi le notizie potrebbero finire qui: un comunicato stampa di apertura alle consegne con i droni e un comunicato di chiusura per mancanza di redditività.
Volendo commentare ci sentiamo di poter affermare che effettivamente, tolto qualche piccolo incidente di percorso, le consegne con i droni possono essere realmente fatte.
E qui non parliamo solo di una mera sperimentazione una-tantum, ma di un servizio vero e proprio perpetrato negli anni.

L’altra considerazione che ci viene spontanea è che tutto l’oro non finisca poi per luccicare.
Ovvero le consegne con i droni sono fattibili e quello svizzero ne è un esempio calzante, svolto non negli ampi spazi e superfici statunitensi, ma qui in Europa, a pochi passi da casa nostra.
Ma – e il dubitativo è grande come un casa –  non sempre esiste una effettiva convenienza né ad affidarsi al trasporto aereo, né e soprattutto a voler usare i droni per consegnare piccoli pacchi.

Il problema sono proprio i costi, tralasciando per il momento l’eventuale regolamentazione, che gravita intorno a questa tipologia di trasporti- anche se nel comunicato svizzero si legge un appunto a riguardo della attuale legislazione.
Ammettendo quindi che sia fattibile ed ordinario effettuare consegne con i droni, che oggi si chiamano UAS, in ambito cittadino.
Ovvio ed evidente che per un trasporto urgente in un territorio isolato o difficilmente raggiungibile la consegna punto a punto con i droni: sia di grandissima utilità.
Stessa cosa per le situazioni emergenziali.
Quando invece dobbiamo ipotizzare che un grande magazzino o uno store online con annesso sistema di logistica preveda il sistema di consegna porta a porta con il drone, allora i conti non tornano più.

Un furgone per le consegne può contenere un centinaio di pacchi, un drone solo uno o due

Un veicolo utilizzato per le consegne, non entrando nel merito della questione di trattamento economico degli autisti, trasporta al proprio interno un centinaio di pacchi e pacchetti al giorno.
I giri sono ottimizzati da un software di gestione, si parte dal magazzino della logistica, si carica il furgone, si effettuano le consegne e si ritorna alla base.

Un drone, per quanto grande e capiente che sia, potrà trasportare al massimo uno o due pacchi, di dimensioni e peso tra l’altro non esagerati.
Sarà certamente velocissimo evitando il traffico cittadino, ma dopo la o le consegne dovrà rientrare alla sede della logistica per ricaricare le batterie e rifornirsi con la nuova merce da trasportare.
Non occorre essere geni della finanza o ragionieri con le maniche consunte per ipotizzare facilmente che non vi è alcuna convenienza.

Pacchi o persone, cosa trasporteranno in futuro i droni?

Al massimo si potrebbe ipotizzare un sistema di delivery con mezzi terrestri a guida autonoma, in grado di caricare un numero più alto di pacchi rispetto a quello di un drone.
Un futuro troppo lontano?
No non lo è e forse, sempre fantasticando, lo stesso sistema potrebbe essere replicabile anche per il trasporto aereo a mezzo UAS o addirittura della tanto enfatizzata Air Urban Mobility.
Dove però al posto dei pacchi ci sono persone in carne e ossa.
Per il momento però  lasciamo lavorare e sperimentare Waimo; il servizio di taxi autonomi di Google.
immagine di wyamo taxi autonomo