Studiare la chimica delle acque oceaniche è cruciale per comprendere le dinamiche in corso sotto la superficie dei mari e come queste si stanno rapidamente evolvendo sotto l’influenza del cambiamento climatico. Tra i fenomeni più allarmanti c’è senza dubbio quello dell’acidificazione degli oceani, ossia una diminuzione del PH dell’oceano nel corso di un periodo di tempo prolungato causata principalmente dall’assorbimento di CO2 dall’atmosfera, alla quale contribuiscono anche la combustione di combustibili fossili e l’eccessiva agricoltura. Questo processo influisce direttamente sugli organismi dotati di conchiglie e scheletri prodotti con ioni di carbonato come coralli, ostriche, vongole, ricci di mare e plancton calcareo, le cui strutture solide sono minacciate dal PH sempre più acido dell’acqua che, in prospettiva futura, mette a rischio l’intera catena alimentare dei mari.
Le isole Hawaii, con i loro quasi 1700 km di coste, rappresentano un contesto ideale per svolgere ricerche scientifiche su questo fenomeno, per questo di recente l’Università delle Hawaii a Mānoa ha intrapreso un nuovo progetto in collaborazione con il Pacific Marine Environmental Lab (NOAA/PMEL) dell’Amministrazione Oceanica e Atmosferica Nazionale e all’Istituto Cooperativo per lo Studio del Clima, dell’Oceano e degli Ecosistemi dell’Università di Washington (CICOES).
Per l’operazione, finanziata grazie alla donazione di 50 milioni di dollari della dottoressa Priscilla Chan e di Mark Zuckerberg all’Istituto di Biologia Marina delle Hawaii (HIMB), è stato scelto di affidarsi a Saildrone, società nota per produrre droni marini alimentati ad energia solare, in grado di navigare in completa autonomia per molto tempo raccogliendo dati sulle condizioni dell’acqua, di cui vi avevamo già parlato nel lontano 2018 in questo articolo.
Nello specifico, la missione si svolgerà per 6 mesi nelle acque che circondano le isole Hawai’i, Maui, O’ahu e Kaua’i, e impiegherà 3 droni Explorer, un modello lungo 7 metri che è in grado di navigare a una velocità media di 3 nodi e ricaricarsi con energia solare ed eolica (qui trovate le specifiche tecniche complete).

Video: i droni Explorer di Saildrone in missione
2023 UH Mānoa Ocean Chemistry Mission from Saildrone Inc. on Vimeo.
Per una raccolta più completa di dati, 2 droni navigheranno a zigzag dalla costa a fino a 5 km al largo, mentre il terzo seguirà un percorso diretto intorno a ciascuna isola. La capacità di Saildrone di effettuare misurazioni sul campo di pH e biossido di carbonio consentirà ai ricercatori di sviluppare mappe di quanto le emissioni di combustibili fossili si sono accumulate nelle aree di campionamento degli Explorer. Identificando “punti caldi” di acidificazione degli oceani, i ricercatori saranno in grado di determinare dove l’acqua è sicura per gli organismi che si basano sul carbonato di calcio.




