Vaticano contro Droni Killer e LAWS: “Vincoli giuridici e moratoria immediata sul loro sviluppo o uso”

Rispetto ai droni usati come armi in ambito militare, servono al più presto “la negoziazione di uno strumento giuridicamente vincolante sui Laws e, nel frattempo, per una moratoria immediata sul loro sviluppo o uso”: è questo l’appello della Santa Sede attraverso le parole del monsignor Balestrero riportate sulle pagine dell’Osservatore Romano.

Il dibattito morale sull’uso di queste armi a distanza esiste fin da quando questi mezzi hanno iniziato a volare nel cielo, e non è la prima volta che piovono critiche riferite alla “minore percezione della devastazione causata e dell’onere della responsabilità” collegata all’uso di questi strumenti di morte pilotati da remoto, spesso a migliaia di chilometri di distanza.

In tutto il mondo infatti si registra da anni la crescita del numero di associazioni ed iniziative (manifestazioni, petizioni online, etc) che chiedono di fermare questi strumenti di morte, o quantomeno di rendere più trasparenti per l’opinione pubblica “i numeri” delle loro operazioni, aspetto sul quale troppo spesso i governi glissano furbescamente (uno dei tanti esempi a riguardo fu la scelta di Trump nel 2019 di revocare i report sulle vittime civili).

A questi messaggi è tornato quindi ad unirsi con forza il Vaticano, attraverso l’intervento del monsignor Balestrero (nunzio apostolico e osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite e altre organizzazioni internazionali a Ginevra) alla riunione del Gruppo di esperti governativi sulle tecnologie emergenti nell’area dei sistemi d’arma autonomi letali (LAWS) dello scorso 4 marzo.

Cosa sono i LAWS

LAWS è un acronimo che sta per l’inglese “Lethal Autonomous Weapons Systems”, e riguarda l’insieme di armi che sono in grado di selezionare e attaccare gli obiettivi senza che vi sia alcun intervento da parte dell’uomo, poggiando invece sul contributo dell’Intelligenza Artificiale.

Come spiega la professoressa Francesca Farruggia, docente di Sociologia presso l’Università “La Sapienza” di Roma e ricercatrice dall’archivio armi e disarmo, in quest’intervista su Rainews.it, la prima comparsa ufficiale di un LAWS in un rapporto ONU risale al maggio 2021 e riguardava l’uso droni STM Kargu-2 (di produzione turca) nei campi da battaglia libici. Si tratta dei droni STM Kargu-2, di produzione turca, che avrebbero ingaggiato autonomamente il bersaglio senza necessità di connessione dati con un operatore.

All’interno di questa categoria di armi, possiamo considerare:

  • munizioni da bombardamento (le cd. Munizioni loitering) o droni kamikaze, che una volta lanciati cercano da soli l’obiettivo prestabilito (un esempio sono i droni Switchblade di cui abbiamo parlato qui);
  • CIWS, apparati mobili per la difesa antiaerea e antimissile;
  • munizioni guidate di precisione, le cosiddette “bombe intelligenti”, in grado di correggere in volo e in tempo reale il bersaglio iniziale o eventuali errori successivi;
  • veicoli terrestri e marini senza equipaggio, come la nave statunitense anti-sottomarino Sea Hunter.

A queste LAWS è infine possibile aggiungere sistemi swarm (“a sciame”), singoli mezzi che interagiscono e operano coordinandosi automaticamente l’un l’altro e agendo quindi in modo collettivo.

La posizione della Santa Sede sui LAWS

Già tempo fa Papa Francesco aveva affermato che i Laws determinano “Un approccio ancora più freddo e distaccato all’immensa tragedia della guerra”. Nel corso del recente intervento di Ginevra, invece, monsignor Balestrero ha sottolineato che questi strumenti “non possono essere considerati soggetti moralmente responsabili” e che di conseguenza queste macchine “non possono avere l’ultima parola sugli esseri umani”.

Per saperne di più sulle LAWS, potete consultare questo documento realizzato dall’Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo-IRIAD, un’associazione di promozione sociale senza fini di lucro che favorisce la conoscenza scientifica di argomenti come sicurezza, disarmo, intercultura, diritti umani, gestione e risoluzione nonviolenta dei conflitti, attraverso attività condotte da gruppi di lavoro ad hoc in cui cooperano docenti universitari, ricercatori specializzati italiani e stranieri, professionisti provenienti dal mondo aziendale e dalle ONG.

Categorie News