Droni Militari: Trump revoca i report sulle vittime civili

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Mentre i droni diventano armi sempre più sofisticate ed impiegate nei conflitti e in molti Paesi crescono le preoccupazioni sul loro uso militare, il presidente americano ha firmato un ordine esecutivo che, tra le altre cose, annulla le policy volute dal suo predecessore Obama riguardo i rapporti sulle vittime civili dei droni americani.

Nonostante si spendano elogi sull’efficacia, l’efficienza e la precisione dei droni negli scenari bellici, infatti, le vittime tra i civili ci sono sempre state (secondo il Bureau of Investigative Journalism potrebbero essere fino a 1.725 su un totale di 12.105, quindi oltre il 10%), e proprio per questo nel 2016 l’amministrazione Obama aveva stabilito la necessità di questi rapporti, in un’ottica di trasparenza su un argomento molto controverso.

Secondo un portavoce della Casa Bianca, però, il provvedimento di Trump “Cancella requisiti di rapporto superflui, che non migliorano la trasparenza del governo ma anzi distraggono l’intelligence dalle loro missioni primarie”. Non si è fatta attendere la reazione dei Democratici, che nelle parole di Adam Schiff, membro dell’House of Representatives Intelligence Committee, hanno precisato quanto il requisito voluto da Obama fosse una importante misura di trasparenza, commentando come “ingiustificabile” la sua cancellazione.

E se negli USA la dinamica politica si è improvvisamente accesa sui droni militari, la questione diventa sempre più nota ed importante per l’opinione pubblica di tutto il mondo. In questo scenario, per costruire un dialogo costruttivo in grado di mettere in luce i limiti di questa tecnologia e stabilisca regolamenti sul loro uso, la prima cosa da cui partire sono proprio i dati, che sarebbe bello venissero raccolti e mostrati a tutti con la stessa dedizione con cui si sviluppano le armi.

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