Modena: Test con drone per trasporto materiale biomedicale al parco Ferrari

Questa mattina l’apertura del Parco Enzo Ferrari di Modena è stata posticipata di un’ora, ossia alle 7 invece che alle solite 6, per spazio ad una sperimentazione eccezionale, ossia dei test riguardanti l’uso di un drone per il trasporto di materiali biomedicali.

L’annuncio del piccolo cambio di programma e delle sue motivazioni, leggibile integralmente sul sito del Comune di Modena, spiega che i test, svolti da Unimore – ossia l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia – è stato organizzato nel parco durante l’orario di chiusura la pubblico, appositamente allungato, proprio per creare un contesto di volo in linea con la normativa, che per queste operazioni prevede l’assenza di persone.

Nel dettaglio, l’attività ha coinvolto un drone con container refrigerato, progettato appositamente per il trasporto di sacche di sangue, medicinali ma anche organi, in contesti emergenziali (come alluvioni o terremoti), ovvero in situazioni in cui la viabilità ordinaria può risultare compromessa o serve raggiungere rapidamente le località.

Il volo del drone è stato curato dall’operatore certificato Zephyr, è l’atto finale di “Mo-Uas4life”, un progetto di ricerca interdisciplinare che è cofinanziato da Fondazione Modena nell’ambito dei progetti Far – Fondo di Ateneo per la ricerca – dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

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