Al Tavolo Tecnico di ENAC, a cui noi di Dronezine e Quadricottero News partecipiamo come stampa tecnica, Alberto Iovino, compliance monitoring manager di D-Flight ha affrontato diversi temi tra i quali uno che causa spesso perplessità a chi vola. Parliamo del “famigerato” disclaimer che appare immediatamente appena si accede alla web app di D-Flight. In poche parole, si legge che “le informazioni vengono messe a disposizione dell’utenza senza garanzia della relativa completezza ed accuratezza“. Il che sconcerta molti utenti, in quanto D-Flight non solo è partecipato direttamente da ENAV, la Società nazionale assistenza al Volo, ma pur essendo un’azienda privata è anche investita da ENAC del ruolo di fonte di riferimento per gli spazi aerei che interessano i droni. E quindi come mai questo disclaimer?
Iovino spiega: “La funzione del disclaimer è una necessità legale per rappresentare il fatto che D-Flight ha la responsabilità di pubblicare le informazioni in maniera corretta, non corrompendole, correttamente rispondenti a quanto ricevuto. Non possiamo chiaramente rispondere del contenuto. Se per ipotesi dovesse pervenirci per errore una informazione non corretta all’origine, noi non possiamo e non abbiamo titolo per metterla in discussione e verificarla“. E prosegue: “Abbiamo comunque attivato i passaggi interni per far sì che tutto ciò sia ancora più chiaro nel disclaimer. D-Flight deve garantire che ciò che pubblica corrisponda a quanto fornito dal titolare del dato, che risponde della correttezza del contenuto.”
Un altro tema molto importante è l’aggiornamento delle mappe: per fare un esempio tra i tanti, ci è stato riferito da un utente che in una zona rossa dove avrebbe dovuto esserci una aviosuperficie in realtà c’era il parcheggio di un centro commerciale, e da molti anni del campo volo segnato sulla cartografia non c’era più traccia. Ma la zona rossa c’è eccome sulle mappe D-Flight.
Il tema è lo stesso, spiega il portavoce di D-Flight. “Mentre per le zone geografiche degli aeroporti aggiorniamo le mappe secondo il ciclo AIRAC, pubblichiamo le zone geografiche per le aviosuperfici in base ai dati che che ci trasmette ENAC. In proposito, dopo un periodo abbastanza lungo in cui i dati sono rimasti fermi, è stato possibile fare diversi aggiornamenti, e stiamo lavorando con la Direzione competente di ENAC per garantire un allineamento continuo, sincronizzato con l’Avioportolano.
Quindi ci sentiamo di rassicurare l’utenza su questo punto, ci stiamo lavorando: un processo non semplice, partito già qualche tempo fa.
Ma non possiamo certo cancellare una aviosuperficie solo perché ci arriva un’email dove qualcuno ci segnala che non esiste più, è necessario che l’indicazione di eliminarla ci arrivi dall’Authority aeronautica”.
Ma se qualche utente incappa in una aviosuperficie fantasma cosa può fare?
“Se riceviamo segnalazioni le giriamo a ENAC, che verifica e ci comunica come procedere. Come detto, non è un processo semplice, c’è dietro sempre un processo di verifica formale e sostanziale”.
“Di questi temi in ENAC si occupa la Direzione Spazio Aereo” interviene Elio Volpari di ENAC. “Nel caso dello specifico problema segnalato, dove al posto dell’aviosuperficie si trovava in realtà un parcheggio, la questione è che il gestore della vecchia aviosuperficie non aveva mai segnalato la chiusura dell’attività. Anche volendolo contattare, il problema è stata la difficoltà a reperire un contatto (mail, PEC, telefono) ancora attuale, quindi l’indagine ha richiesto tempo”.
In effetti, da tempo è partita una campagna di ENAC che prevedeva un nuovo censimento delle eli-aviosuperfici che avrebbe dovuto creare un nuovo database da integrare nell’avioportolano, quindi perché non disinstallare dalle mappe D-Flight tutte le aviosuperfici non presenti nel censimento e implementare solo quelle che ci sono? D-Flight conferma che la direzione è quella, e comunque assicura che se dovessero restare anomalie, verranno corrette.
Zone rosse temporanee
Un altro tema che il tavolo tecnico ha portato a D-Flight riguarda l’accesso semplice agli orari e alle giornate in cui una certa zona geografica è attiva. Pensiamo per esempio alle zone rosse temporanee che in certi orari e certi giorni proteggono i lanci dei paracadutisti, o alle esercitazioni attorno a un aeroporto militare. Oggi per poter sapere gli orari di validità di una zona rossa è necessario approfondire, andando per esempio a guardare sulle AIP (qui un articolo su come fare). In sostanza, chiede Stefano Orsi di Dronezine, “sarebbe bello se il popup che appare quando si clicca su una zona rossa dicesse già quando è attiva e a quali orari”.
“Sentiamo anche noi l’esigenza che l’utente possa trovare tutto quello che gli serve in D-Flight senza dover cercare altrove” rispondono i funzionari D-Flight “Noi l’elemento temporale lo stiamo considerando, già ora se aprite la cartografia vedete zone rosse, che sono già attive, e in arancio quelle che al momento non sono attive. Le chiamiamo aree dinamiche, un primo passo per andare incontro alle esigenze dell’utenza”.
Alcune associazioni presenti al Tavolo Tecnico hanno anche proposto di far sì che fuori degli orari di validità delle zone rosse, queste scompaiano dalla mappa, per una maggior pulizia di visualizzazione. Una proposta che però non piace a tutti, per esempio non piace a Luca Masali di Dronezine, perché a suo parere le zone dovrebbero sempre apparire, anche quando non sono attive, per evitare sorprese: se la zona appare solo se è attiva, argomenta Masali, chi per esempio prevede di fare una gita nel weekend con il drone, venerdì guarda se ci sono zone vietate su D-Flight e non le trova. Così parte tranquillo, arriva sul posto e solo una volta arrivato scopre che nel weekend lì il volo è vietato. E tu cosa ne pensi? faccelo sapere!




