Roma, agosto 2021. In piena estate, la Capitale annunciava con orgoglio l’arrivo di 10 droni, completi di accessori, e una squadra di 54 agenti addestrati per pilotarli. L’obiettivo era ambizioso: sorvegliare i parchi cittadini, contrastare discariche abusive e prevenire incendi. Ci fu una presentazione in grande stile, con l’allora sindaca Virginia Raggi e il comandante della polizia locale Ugo Angeloni in prima fila, e noi stessi riportammo la notizia, entusiasti che proprio la tanto bistrattata capitale avesse deciso, a sorpresa, di prendere la strada (o meglio il cielo) della modernità, facendo da apripista per un approccio nuovo e innovativo, che nel corso degli anni abbiamo poi visto dare diverse soddisfazioni alle amministrazioni di altre città italiane.
Il piano sembrava perfetto: tecnologia moderna, operatori formati, una capitale che puntava sull’innovazione per dotarsi di quello sguardo in più dall’alto di cui aveva davvero bisogno. Eppure, quei 10 droni sono rimasti a terra, magari fermi in un magazzino e coperti di polvere.
Nel frattempo, il tempo è passato e la città è cambiata. Un nuovo sindaco, un nuovo comandante dei vigili, ma nessuna svolta. Già nel 2022, quando provammo a tirare le somme a distanza di un anno, tutto era fermo, anche se si parlava di un imminente via libera da parte dell’Enac. Non se ne fece nulla neanche allora.
Ora, dopo 4 lunghissimi anni in totale, è cambiata anche la normativa, ma sembra aprirsi l’ennesimo spiraglio. Lo riporta questo articolo del Messaggero, secondo cui il nuovo (e confermato) comandante Mario De Sclavis ha rimesso mano al dossier, promettendo di ripartire a settembre, anche se pare ci siano ancora da definire dettagli assicurativi e soprattutto un protocollo operativo chiaro con l’Enac.
Ancora nodi, insomma, ma almeno qualcuno ha riacceso i riflettori. Sperando che questa volta si accendano anche i motori…




