Il legale risponde: Cosa devo fare ora che EASA ha adottato SORA 2,5?

immagine di drone lawL’avvocato Francesco Paolo Ballirano risponde ai dubbi dei lettori. Oggi ci occupiamo del quesito di un lettore che ci domanda:
“Buongiorno avvocato,
Di recente EASA ha adottato
nuovo SORA 2.5 per l’analisi del rischio nelle operazioni Specific.
Io ho sempre usato il “vecchio” SORA 2.0, posso continuare a usarlo?
O richio di essere multato?”
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Con la Decisione n. 2025/018/R del 15 settembre 2025, l’EASA ha approvato l’Amendment 3 agli Acceptable Means of Compliance (AMC) e al Guidance Material (GM) del Regolamento di esecuzione (UE) 2019/947 relativo alle regole e procedure per l’impiego di droni all’interno del territorio dell’Unione Europea.
La Decisione introduce ufficialmente nel quadro normativo europeo la nuova versione del Specific Operations Risk Assessment (SORA 2.5), sviluppata da JARUS (Joint Authorities for Rulemaking on Unmanned Systems) con il contributo di EASA, delle autorità nazionali competenti e dell’industria.

Decisioni, AMC E GM
Le Decisioni di EASA sono atti regolatori non legislativi, adottati ai sensi del Regolamento (UE) 2018/1139 (il cosiddetto Regolamento Basico). Quindi non creano nuove disposizioni normative ma aggiornano strumenti tecnici di conformità.
Gli AMC (Acceptable Means of Compliance) sono mezzi non vincolanti che consentono a operatori e organizzazioni di dimostrare la conformità alle norme di diritto europeo, in particolare al Regolamento (UE) 2019/947 (quello che spesso chiamiamo “regolamento EASA”)n e agli atti delegati e di esecuzione correlati. Gli AMC emessi da EASA non hanno quindi natura vincolante e, pertanto, non creano obblighi supplementari rispetto a quanto stabilito dal Regolamento Basico e dai Regolamenti di Attuazione, e il mancato rispetto delle loro disposizioni non produce alcuna conseguenza sanzionatoria.

Quindi per rispondere al lettore no, lei non rischia nessuna multa

I GM (Guidance Material) sono invece materiali interpretativi, anch’essi non vincolanti, che aiutano a chiarire il significato delle disposizioni normative e facilitano l’applicazione uniforme da parte di operatori e autorità in tutto il territorio europeo.
Come noto, l’EASA, la cui disciplina è contenuta negli artt. 75 e seguenti del Regolamento Basico, ha un ruolo di impulso nel proporre alle istituzioni europee modifiche o adozione di determinati atti normativi. Classici esempi sono le varie opionon e le NPA pubblicate in questi anni dall’Agenzia. Oltre a tale importante competenza, che si trova “a monte” del processo normativo europeo, all’EASA è attribuita anche la funzione di disciplinare “a valle” e quindi come ultimo gradino, la normativa europea, fornendo agli utenti le migliori interpretazioni e le “best practices” attuative del quadro normativo sull’aviazione (inclusi, quindi, i droni).
La competenza dell’EASA a pubblicare gli AMC e i GM è stabilita nello stesso art. 76 del Regolamento Basico, ove viene conferito all’EASA il potere di pubblicare “metodi accettabili di conformità e materiale esplicativo per l’applicazione del presente regolamento e degli atti delegati e di esecuzione adottati”.
Questo sistema “a strati” è tipico del diritto aeronautico europeo: la norma primaria è contenuta nei regolamenti UE, mentre AMC e GM svolgono una funzione tecnico-applicativa, promuovendo armonizzazione e certezza giuridica.

JARUS: l’organismo che ha sviluppato il SORA
Proprio in tale ottica, assume rilievo il Joint Authorities for Rulemaking on Unmanned Systems (JARUS), un gruppo di esperti internazionali che riunisce le autorità aeronautiche nazionali e le organizzazioni regionali di sicurezza aerea, tra cui EASA. L’obiettivo di JARUS è sviluppare raccomandazioni tecniche e metodologiche comuni per la regolamentazione degli Unmanned Aircraft Systems, favorendo l’armonizzazione a livello globale.
I documenti JARUS non hanno valore giuridico vincolante. Tuttavia, le sue metodologie – come il SORA (Specific Operations Risk Assessment) – vengono spesso adottate o adattate dalle autorità regionali e nazionali, diventando standard di riferimento internazionale.
Il fatto che l’Europa abbia scelto di integrare le versioni evolute del SORA nel proprio corpo di AMC e GM dimostra la rilevanza di JARUS come spazio tecnico, dove gli esperti si confrontano sulla materia e la volontà dell’Unione di garantire coerenza con le migliori pratiche mondiali, pur mantenendo le specificità dell’ordinamento europeo.

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Il ruolo del SORA
Nel quadro del Regolamento (UE) 2019/947, le operazioni UAS sono distinte in tre categorie: open, specific e certified. Per la categoria specific, il fulcro è la valutazione del rischio operativo che si basa proprio sul SORA (Specific Operations Risk Assessment), metodologia sviluppata da JARUS e adottata dall’Europa già con la Decisione EASA 2019/021/R. Con il tempo, l’applicazione di SORA 2.0 ha evidenziato alcune ambiguità e complessità, portando alla necessità di un aggiornamento
Il nuovo SORA 2.5 nasce con l’obiettivo di semplificare e rendere più chiari i processi, mantenendo al contempo un livello elevato di sicurezza, in linea con l’art. 1 del Regolamento (UE) 2018/1139.
Secondo le Explanatory Notes pubblicate da EASA, la versione europea del SORA 2.5 recepisce il testo JARUS con alcuni adattamenti specifici.
Tra le vari novità, vengono eliminati i requisiti di cybersecurity contenuti nel documento JARUS, ritenuti sproporzionati, pur raccomandando valutazioni di vulnerabilità per operazioni a SAIL superiore al III. Viene introdotta una più specifica terminologia per conformarsi al linguaggio normativo europeo (ad esempio sostituendo il termine applicant con “operatore UAS” o “organizzazione di progettazione”).

Inoltre, viene ampliato ruolo di EASA nella verifica delle progettazioni: per operazioni in SAIL IV è richiesto un Design Verification Report (DVR), mentre per SAIL V e VI si impone il certificato di tipo previsto dal Regolamento (UE) n. 748/2012, che disciplina le certificazioni di aeronavigabilità, anche dei droni. Infine vengono forniti aggiornamenti agli Operational Safety Objectives (OSO) per riflettere la ripartizione delle responsabilità tra operatori, progettisti e produttori.

Impatti per operatori e autorità
La Decisione chiarisce che gli Stati membri potranno continuare ad accettare richieste basate su SORA 2.0 per un periodo transitorio (raccomandati sei mesi). Entrambe le versioni restano conformi all’art. 11 del Regolamento (UE) 2019/947, ma EASA incoraggia il passaggio a SORA 2.5, in quanto in alcuni casi esso introduce approcci meno conservativi, specialmente sulle misure di contenimento del rischio.

Conclusioni
L’introduzione del SORA 2.5 rappresenta un passo decisivo verso la maturità del quadro regolatorio europeo sui droni. Non si tratta di una rivoluzione, ma di un’evoluzione che semplifica, chiarisce e armonizza, riducendo il rischio di applicazioni

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