I Droni possono diventare alleati degli Elefanti: uno studio mostra come osservarli senza disturbarli

L’uso dei droni nella ricerca naturalistica è in forte crescita, ma una domanda resta centrale: quanto disturbano davvero gli animali osservati? Nel caso specifico degli elefanti africani, un nuovo studio pubblicato su Nature.com mostra come questi animali siano in grado di abituarsi rapidamente alla presenza dei droni, rendendoli uno strumento efficace e poco invasivo per l’osservazione del loro comportamento.

La ricerca è stata guidata dall’organizzazione no-profit Save the Elephants, impegnata nella conservazione e nello studio scientifico di questi animali, e ha analizzato in modo dettagliato le reazioni degli elefanti a esposizioni ripetute a droni utilizzati come strumenti di monitoraggio.

Perché i droni sono sempre più usati nella ricerca faunistica

L’uso dei droni nella ricerca sulla fauna selvatica è in forte espansione grazie ai vantaggi rispetto ai metodi tradizionali come osservazioni a piedi, veicoli o aerei con equipaggio. I droni permettono di osservare ampie aree, raccogliere dati spaziali e comportamentali dettagliati e monitorare animali che vivono in ambienti difficilmente accessibili, riducendo al tempo stesso costi e intrusività.

Tuttavia, per garantire che i dati raccolti riflettano il comportamento naturale degli animali, è fondamentale valutare l’impatto che il drone stesso può avere su di loro.

Lo studio in Kenya su famiglie di elefanti

I ricercatori, guidati da Angus Carey-Douglas e Liam Jasperse-Sjolander, hanno condotto 35 test coinvolgendo 14 gruppi familiari di elefanti che vivono nelle riserve nazionali di Samburu e Buffalo Springs, nel Kenya settentrionale. I gruppi sono stati esposti al drone fino a quattro volte, permettendo di analizzare sia le reazioni immediate sia quelle nel lungo periodo.

Durante il primo incontro con il drone, circa la metà dei gruppi ha mostrato segnali di disturbo. Tuttavia, queste reazioni tendevano a scomparire nel giro di pochi minuti. Nelle esposizioni successive, la probabilità di osservare comportamenti di disturbo era inferiore del 70%, indicando una chiara capacità di abituazione.

Abituazione sì, ma con alcune cautele

I risultati mostrano che, pur in presenza di un iniziale aumento dei segnali di allerta durante l’avvicinamento e nei primi momenti di esposizione, gli elefanti tornano rapidamente a livelli di comportamento simili a quelli precedenti al volo del drone, un elemento che suggerisce che i droni non rappresentano un forte fattore di stress se utilizzati correttamente.

Allo stesso tempo, lo studio ha rilevato piccoli cambiamenti nelle attività quotidiane, come una temporanea riduzione dell’alimentazione e un aumento del movimento durante le fasi di esposizione. Anche in assenza di segnali evidenti di disturbo, questi aspetti indicano l’importanza di registrare il comportamento di base prima dell’uso dei droni.

Come pilotare i droni per ridurre lo stress

Il modo in cui il drone viene utilizzato è un elemento chiave. Secondo lo studio, per ridurre al minimo lo stress sugli elefanti è necessario volare ad almeno 120 metri di altezza, mantenere il drone sottovento rispetto agli animali e adottare movimenti costanti e privi di scatti. Al contrario, voli bassi o manovre irregolari sono associati a risposte di fuga e forte agitazione.

Uno sguardo nuovo sulla vita degli elefanti

“Questa ricerca dimostra la potenza di una tecnologia nuova e in rapida evoluzione, che ci permette di indagare sempre più a fondo la vita segreta degli elefanti”, afferma Fritz Vollrath di Save the Elephants e dell’Università di Oxford, tra gli autori dello studio.

“Ad esempio, la telecamera termica di bordo penetra nell’oscurità, consentendo studi dettagliati sul comportamento notturno”, aggiunge Vollrath, sottolineando come i droni possano aprire nuove prospettive nello studio delle abitudini e della complessa vita sociale degli elefanti.

Lo studio indica che i droni, se utilizzati seguendo protocolli attenti, possono diventare strumenti fondamentali per osservare e studiare gli elefanti in modo non invasivo. La capacità di questi animali di abituarsi alla presenza dei droni apre nuove opportunità per la ricerca scientifica e per gli sforzi di conservazione, a patto di continuare a monitorare con attenzione anche i cambiamenti più sottili nel comportamento.

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