Dopo l’articolo sul grande successo dello spettacolo coi droni che ha avuto luogo l’altro ieri sulle acque del lago d’Iseo, restiamo a Monte Isola perché questo luogo si prepara anche a diventare un importante banco di prova per nuove tecnologie dedicate all’esplorazione e alla ricerca subacquea.
È stato infatti presentato presso l’Ufficio turistico di Peschiera Maraglio il progetto Deep Sphere, ideato e coordinato da Roberto Navoni della Laseranavigation, in collaborazione con il Gruppo Sub Monteisola presieduto da Massimo Ziliani.
L’iniziativa punta a sviluppare e testare droni subacquei destinati alla ricerca di persone disperse, al recupero di annegati, all’individuazione di relitti e al monitoraggio dei fondali lacustri.
Il lago d’Iseo scelto come area di sperimentazione
Secondo quanto spiegato da Roberto Navoni durante la presentazione, la scelta del Sebino non è casuale ma guidata da specifiche valutazioni scientifiche.
“Abbiamo scelto il lago d’Iseo dopo ricerche e verifiche di tipo scientifico. Il Sebino è profondo, consente di misurare le nostre attrezzature anche sotto i duecento metri senza dover navigare a lungo come accadrebbe in contesto marino”, ha dichiarato Navoni.
Insomma, le caratteristiche del lago permettono di effettuare test in profondità elevate come al mare, ma offrono la possibilità di mantenere una logistica più semplice rispetto agli ambienti marini.

Un player importante del progetto è il CIM, ovvero il Competence Center di Torino che ha identificato in Deepsphere il laboratorio di Robotica marina che verrà impiegato per lo sviluppo delle tecnologie di startup nell’ambito droni marini , subacquei e di superfiice.
“Una opportunità reale per chi vuol sviluppare tecnologie marine , subacqueo o volanti per avere un partner serio per lo sviluppo delle tecnologie per realizzare prototipi funzionanti e affidabili poco prima di passare all’industrializzazione.” – conclude Roberto Navoni di Laser Navigation.
Nel progetto anche il robot umanoide Markome
Durante l’evento è stato mostrato anche Markome, un nuovo robot umanoide che entrerà a far parte del progetto Deep Sphere. Il sistema è stato sviluppato per ampliare le possibilità di esplorazione e ricerca sottomarina, in quanto l’integrazione di una piattaforma umanoide in ambienti marini complessi potrebbe aprire nuove prospettive per il monitoraggio ambientale, la manutenzione delle infrastrutture subacquee, la ricerca scientifica e le attività di salvataggio.
Attualmente sono in corso test dedicati al miglioramento dell’equilibrio e dei movimenti dell’unità quando opera a bordo delle imbarcazioni.
Il ruolo del Gruppo Sub Monteisola
Tra i motivi che hanno portato alla scelta di Monte Isola figura anche la presenza del Gruppo Sub di Protezione civile guidato da Massimo Ziliani. Il gruppo dispone infatti di strumentazioni avanzate che rendono una delle imbarcazioni impiegate nelle attività operative una delle più equipaggiate d’Italia nel settore.
La collaborazione tra il team di ricerca e il gruppo subacqueo locale consentirà quindi di svolgere le attività di sperimentazione in un contesto particolarmente favorevole, sia dal punto di vista tecnico sia da quello operativo.
Con Deep Sphere, Monte Isola si candida così a diventare un punto di riferimento per lo sviluppo e il collaudo di nuove tecnologie dedicate all’esplorazione dei fondali e alle operazioni di ricerca subacquea.



