Dall’intelligenza artificiale ai sistemi anti-drone, passando per la logistica sanitaria e le tecnologie sviluppate sul fronte ucraino: il resoconto di due giorni alla principale manifestazione britannica dedicata agli UAS.
di Michele Caffagni
Ci sono fiere dove si va per vedere prodotti nuovi e fiere dove si va per capire dove sta andando un intero settore. DroneX, che si è svolta a Londra il 29 e 30 settembre 2026, appartiene decisamente alla seconda categoria.
Come ogni anno, ho approfittato dell’occasione per fare il punto sul mercato internazionale dei droni, incontrare aziende provenienti da diversi Paesi e osservare da vicino le tecnologie che probabilmente vedremo sempre più spesso nei prossimi anni.
L’edizione 2026 ha mostrato subito una crescita importante: Gli organizzatori hanno infatti trasferito l’evento in un padiglione più grande e spazioso, segno che il numero di espositori continua ad aumentare e che l’interesse per il settore UAS non rallenta, anzi. Camminando tra gli stand si percepiva chiaramente una forte presenza internazionale, con aziende provenienti da ogni parte del mondo e una partecipazione particolarmente significativa di realtà ucraine.
Ed è veramente impossibile ignorare quanto il conflitto in corso abbia influenzato l’evoluzione del settore UAS, anche in ambito civile. Molte delle tecnologie esposte nascono infatti da esigenze operative reali, sviluppate in contesti dove affidabilità, autonomia e rapidità di impiego non sono semplici caratteristiche commerciali ma necessità concrete. Accanto ai droni erano presenti sistemi di comunicazione, software di pianificazione e numerose soluzioni dedicate alla protezione contro gli UAS.
Sistemi anti drone
Proprio il mondo dei sistemi anti-drone è stato uno dei protagonisti assoluti della manifestazione. Radar, sensori, sistemi di rilevamento radio, apparati ottici e piattaforme integrate erano praticamente ovunque.
È anche interessante notare come molte di queste tecnologie non siano pensate per il mercato civile tradizionale. In diversi casi si tratta infatti di veri e propri armamenti o di dispositivi soggetti a stringenti limitazioni commerciali, destinati principalmente a forze armate, enti governativi e pubbliche amministrazioni.
Un altro tema che continua a tornare, anno dopo anno, è quello del trasporto.

Se per molto tempo i taxi volanti sono sembrati appartenere più al mondo delle presentazioni che a quello della realtà, oggi la sensazione è diversa. Si continua a parlare di trasporto di persone, certo, ma soprattutto si inizia a concretizzare sempre di più una realtà di trasporto di merci e di materiale sanitario.
Tra i vari incontri e tavoli di discussione, uno degli argomenti più interessanti ha riguardato proprio la consegna di farmaci e materiali salvavita.
È un’applicazione che forse fa meno notizia rispetto ai grandi progetti di mobilità urbana avanzata, ma che potrebbe avere un impatto enorme sulla vita quotidiana; Collegare rapidamente ospedali, laboratori e strutture sanitarie attraverso reti di droni è qualcosa che in alcune parti del mondo sta già accadendo e che molti operatori ritengono destinato a crescere rapidamente.
Naturalmente non poteva mancare la parola più utilizzata del 2026: intelligenza artificiale.
L’AI era presente praticamente ovunque. Nei software di gestione delle missioni, nell’analisi delle immagini, nei sistemi di supporto alle decisioni, nell’identificazione automatica degli oggetti e persino nella manutenzione predittiva degli aeromobili.
Come sempre occorre distinguere tra innovazione reale e semplice marketing, ma è evidente che l’intelligenza artificiale stia passando sempre più velocemente dalla fase delle promesse a quella delle applicazioni concrete.
Una delle cose che più mi piace di DroneX è che non si limita a esporre prodotti ma è una manifestazione che permette di ascoltare idee, confrontare approcci e capire quali problemi il settore stia cercando di risolvere e capita, a volte, che si possa imparare di più durante una conversazione informale davanti a uno stand che leggendo una brochure tecnica.
Trovo sempre positiva la partecipazione diretta degli enti regolatori agli eventi di settore perché rappresenta un’opportunità di dialogo tra chi sviluppa le tecnologie, chi le utilizza e chi è chiamato a regolamentarle.
La presenza della CAA consente infatti agli operatori di confrontarsi direttamente con l’autorità competente e di ottenere chiarimenti e indicazioni utili sulle evoluzioni normative e operative del settore.
Se c’è una cosa che mi porto a casa da questa edizione di DroneX è la sensazione che molte delle tecnologie di cui si parlava come progetti futuri solo pochi anni fa stiano oggi diventando realtà operative. E osservare questo cambiamento dal vivo rimane, probabilmente, l’aspetto più interessante della manifestazione.
Siamo abituati a parlare di innovazione quasi ogni giorno, ma raramente capita di assistere così chiaramente alla nascita di nuovi modelli operativi e di nuove tecnologie destinate a entrare nella vita quotidiana. Essere presenti e osservare questa evoluzione da vicino permette di cogliere sfumature che difficilmente emergono da una brochure o da un comunicato stampa e fa percepire quanto il settore stia correndo velocemente.
Il tutto, peraltro, con la piacevole scusa di trascorrere un paio di giorni a Londra. E non è un dettaglio da poco.



