Con un documento pubblicato il giorno di Santo Stefano, la Federal Aviation Agency, che si occupa della regolamentazione e la sicurezza del volo negli Stati Uniti, apre un pubblico dibattito sul sistema da utilizzare per l’identificazione remota dei droni in volo.
“Le tecnologie di identificazione remota miglioreranno la sicurezza e la protezione consentendo alla FAA, alle forze dell’ordine e alle agenzie di sicurezza federali di identificare i droni che volano nella loro giurisdizione”, ha dichiarato Elaine L. Chao, segretaria ai trasporti degli Stati Uniti.
L’autorithy statunitense chiederà un contributo sull’avviso di proposta di rulemaking (NPRM) per l’identificazione remota (Remote ID) di UAS (droni) che oggi è stato messo in mostra nel Registro Federale .
Per inciso il Registro Federale, prevede la pubblicazione di bozze per la pubblica consultazione, documenti che saranno resi effettivi nelle date indicate, la data di pubblicazione di questo specifico draft è prevista per il 31/12/2019.
Negli USA una bozza pubblica destinata ad essere discussa con adeguati commenti per l’identificazione remota dei droni
Dopo la pubblicazione del 31 dicembre, ci sarà un periodo di commenti di 60 giorni per ricevere feedback pubblici e aiutare la FAA a sviluppare una regola finale per migliorare la sicurezza nei cieli negli Stati Uniti
I droni sono un segmento in rapida crescita dell’intero settore dei trasporti – si legge nella nota sul sito della FAA – quasi 1,5 milioni di droni e 160.000 piloti remoti sono registrati presso la FAA. Dotare i droni di tecnologie di identificazione remota si baserebbe sui precedenti passi intrapresi dalla FAA e dall’industria UAS (droni) per integrare in sicurezza le operazioni, dei droni che pesano meno di 25 Kg e la capacità di autorizzazione e notifica a bassa altitudine (LAANC) , che automatizza il processo di richiesta e approvazione per la maggior parte degli operatori UAS per ottenere autorizzazioni di spazio aereo.
La proposta di installare il sistema di Identificazione remota si applicherebbe a tutti i droni che sono tenuti a registrarsi presso la FAA; i droni ricreativi di peso inferiore a 250 grammi non sono tenuti a registrarsi al contrario di cosa forse avverrà in Europa, nonché alle persone che gestiscono UAS (droni) civili stranieri negli Stati Uniti.
“Come pilota, il mio occhio è sempre la sicurezza prima”, ha detto Steve Dickson, amministratore della FAA. “La sicurezza è una responsabilità comune tra governo, piloti, comunità di droni, pubblico in generale e molti altri che rendono la nostra nazione così creativa e innovativa”.
Identificazione remota dei droni, in Europa e in Italia quali dispositivi verranno installati?
Lo stato di avanzamento dei lavori americani, potrebbe influenzare anche i processi di regolamentazione europei. Anche nella Unione Europea si è sempre parlato di identificazione remota dei droni in volo su suggerimenti di EASA l’agenzia che si occupa della sicurezza del volo nel vecchio continente.
Nello stesso regolamento italiano ed.3 emesso lo scorso 11 novembre e in vigore dal 15 dicembre si menziona l’obbligo di avere a bordo un sistema di identificazione remota dal 1 luglio 2020.
Le polemiche in rete sono molteplici a questo punto, dato che se negli States si discutono e si valutano adesso alcune proposte da implementare, qui in Italia, ma non sappiamo nel resto d’Europa, tali sistemi non sono ancora stati analizzati.
Dovrebbero essere dispositivi leggeri, economici, facili da installare anche su droni che non abbiano tale tecnologia nativa possibilmente indipendenti dalla rete telefonica tradizionale, non sempre esiste una adeguata copertura in certe zone.
Insomma staremo a vedere, ma il tempo passa veloce e le scadenze che sembrava così lontane qualche tempo fa, ora sono dietro alle porte.




