Dopo Zano tocca a Lily? Ancora guai sui droni in prevendita

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Dopo la catastrofe di Zano, il drone mai nato che ha bruciato tre milioni e mezzo di fondi raccolti da 12 mila persone che l’hanno finanziato su Kickstarter, un altro progetto di drone follow me annaspa e accumula ritardi.

Si tratta di Lily, promesso dall’omonima startup di San Francisco, che avrebbe dovuto essere consegnato il prossimo febbraio, ma non se ne parlerà almeno fino all’estate. Una notizia che rende assai nervosi gli acquirenti che hanno sborsato da 499 fino a 799 dollari di prevendita per assicurarsi un esemplare del drone, che pure non ci pare nulla di speciale: a parte l’essere impermeabile, anche sulla carta non è altro che uno dei tanti droni con funzioni di follow me, roba che fanno tranquillamente anche i DJI Phantom, con una camera full HD che oggi è davvero il minimo sindacale per qualunque drone medio. Insomma nulla di innovativo, nulla per cui valga la pena di prendersi il rischio di un preordine, ma tant’è. Lily oggettivamente è bello, almeno nei rendering, dal vivo speriamo di vederlo presto (o anche non tanto presto, meglio tardi che mai).

Lily cerca di tranquillizzare i suoi clienti assicurando di aver ricevuto una montagna di soldi (15 milioni di dollari) da investitori privati, una cordata guidata da Spark Capital, famosa per aver finanziato i primi passi di Twitter.
A differenza di Zano, Lily non nasce dal crowdfunding, ma ha comunque sfruttato il meccanismo del preordine offrendo ben poco in cambio dei soldi, giusto qualche filmato; finché dei tester indipendenti non potranno metterci le mani sopra e usarlo per davvero per farci delle recensioni imparziali, è impossibile dire se le promesse saranno mantenute e il drone vale davvero i soldi spesi. Un bell’atto di fiducia, comperare una macchina da un’azienda mai sentita nominare solo sulla base di chiacchiere e filmati, speriamo che alla fine si riveli ben riposta. Lily intanto mette le mani avanti, e assicura che il denaro per lo sviluppo e la produzione del drone viene da capitali privati e non è stato toccato nemmeno un cent del denaro ricevuto dai preordini, quindi alla peggio tutti i clienti potranno essere rimborsati. Secondo i responsabili di Lily, il problema che ha causato il ritardo sta nella messa a punto del software di volo, che richiederebbe più tempo per effettuare i test, e che già 200 prototipi sono stati al momento terminati.

download“Abbiamo avuto qualche problema, ma state tranquilli, nulla che il nostro team non possa gestire” dicono i fondatori della startup, Antoine BalaresqueHenry Bradlow, “abbiamo bisogno solo di un po’ di tempo in più”.
Incrociamo le dita. Certo che ci sono pochi problemi software che non possano essere risolti con quindici milioni di dollari.

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