Un drone vola sul Motorshow grazie ad un pemesso speciale, seppur con qualche vincolo

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Sabato 13 e domenica 14 dicembre, nella area destinata alla manifestazioni all’aperto sarà possibile vedere un drone che effettuerà riprese aeree professionali.

La notizia è interessante perché il volo di questo APR è stato autorizzato (con non poche difficoltà) proprio da ENAC, l’Ente Nazionale Aviazione Civile che ha la supervisione e il controllo sul volo di questi robot volanti. Il regolamento emanato dall’Ente prevede che il sorvolo di aree con alta densità di popolazione, insediamenti o infrastrutture sia da considerarsi a rischio e l’operazione svolta dal professionista, sia da considerarsi Operazione Specializzata Critica.

Lo stesso regolamento prevede come ben noto, un percorso formativo per il pilota, una assicurazione obbligatoria e una serie di pratiche burocratiche e tecniche che arrivano finalmente alla concessione che permette all’operatore di poter volare e svolgere operazioni definite non critiche.

Ottenere un permesso seppur temporaneo e limitato nel tempo, significa essersi impegnati, aver combattuto e affrontato gli inevitabili momenti di sconforto. Tommaso Codolo, responsabile di Dron-emotions, racconta la sua avventura sul proprio blog dove spiega con soddisfazione di aver ottenuto un risultato importante seppur con qualche vincolo. E proprio di vincolo, anzi di cavo di ritenzione stiamo parlando, in effetti il suo permesso di volare in una area opportunamente definita e lontana dal afflusso di persone, era subordinata alla condizione di dover  legare il drone ad un cavo di ritenzione, un guinzaglio con il quale non permettere al SAPR  di allontanarsi in nessun modo e quindi di cadere in caso di anomalia, solo ed esclusivamente dentro alla area protetta.

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Tale cavo vincolato, pare divenuta un po’ una moda tra le direttive ENAC, non si tratta certo della prima operazione in area critica autorizzata previo utilizzo del cavo di ritenzione; a Roma in occasione della conferenza “Drone Journalism“, abbiamo assistito al primo volo con cavo vincolato. Certo questo limita e forse in alcuni casi potrebbe anche accrescere il rischio che qualcosa vada storto, che il cavo si impigli, che il drone stesso finisca per auto annodarsi.
In sostanza snatura brutalmente l’uso dei droni multirotori fatti apposta per compiere riprese lente, circolari, o fermarsi in hovering stazionario.

Sicuramente l’obbligo del cavo ritenzione non potrà essere applicato per le operazioni specializzate critiche svolte con droni ad ala fissa, per motivi legati (perdonate il gioco di parole) a semplici ed effettive lunghezze del cavo in questo tipo di volo.

Tommaso Codolo nel suo intervento, afferma di essere contento per il sudato e meritato risultato raggiunto, ma al contempo di essere leggermente sfiduciato per colpa di altri velivoli o per meglio dire, altri droni, che a quanto pare sorvolavano liberamente sopra alle autovetture impegnate nelle varie competizioni. pare che i suddetti aeromobili a pilotaggio remoto, non solo non avessero il cavo di vincolo, ma non fossero neppure autorizzati da ENAC.
Attenderemo notizie certe, al riguardo.

Fonte Dron-emotions

 

 

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