Saltare la fase sperimentale con Italdron

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In mancanza di droni con un certificato di tipo cominciano a vedersi soluzioni interessanti per saltare la fase sperimentale. Italdron, produttore di Ravenna, insieme con ENAC ha trovato una via di mezzo tra l’autorizzzione del singolo drone attraverso la fase sperimentale e il certificato di tipo, ancora una chimera in Italia: le autorizzazioni post produzione.

autorizzazione

Come si vede dal record qui sopra, tratto dal sito ENAC, alcuni modelli di multicotteri Italdron (l’ottocottero 8HSE e il quadricottero 4HSE) a differenza dei normali riconoscimenti riportano un “seriale da 02 a 99” e nelle note “voli post produzione”.
Ciò significa che a partire dal capostipite, con seriale 1, i successivi 99 modelli sono stati testati da Italdron, che è come se avesse fatto lei la parte sperimentale: ” In questo modo il cliente non solo ha già un manuale di volo che ha, all’interno della stessa validazione, la possibilità di integrare diverse configurazioni (per vari tipi di payload)” ci dice Tommaso Solfrini, CEO di Italdron, “ma di fatto permette all’utente  di accedere direttamente al riconoscimento ENACsaltando le prove sperimentali affidate al costruttore Italdron sotto forma di collaudo, che è figlio di una approfondita lista di prove eseguite fatte sul SAPR capostipite”.

La dichiarazione come sappiamo apre la strada solo all’attività non critica, ma Solfrini assicura che stanno lavorando con ENAC anche per affrontare gli scenari misti. E un domani la critica: i”Il manuale di volo integra anche le operazioni con cavo di ritenzione, che diventa molto utile, se non insostituibile, per affrontare il critico” ci dice ancora Solfrini. “Siamo i primi in Italia ad avere aperto questa nuova strada per l’autorizzazione ENAC, sicura e comoda per il cliente” rivendica Solfrini.

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