Applicazioni con i droni, anche in Australia aumenta la richiesta

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Diminuiscono i costi d’acquisto e aumentano le richieste per le possibili applicazioni civili con i velivoli a pilotaggio remoto.

Preferiscono definirli così alla CASA, ente nazionale che regola i voli civili, l’equivalente della nostra ENAC. In questo modo viene evidenziata la componente “umana” e ci si allontana dal preconcetto negativo di “drone” uguale velivolo autonomo potenzialmente cattivo.

Dotati di ampi spazi, gli australiani, sono da sempre all’avanguardia per le soluzioni che coinvolgono un utilizzo commerciale del velivoli senza pilota a bordo. «Sono stati usati in agricoltura, nelle miniere, dalle forze di polizia, vigili del fuoco, usati per fare fotografia aerea o  lavoro di indagine, cartografia, ogni sorta di cose» afferma  Peter Gibson un portavoce di CASA. Sono oltre 200 gli operatori autorizzati, ma fanno fatica a stargli dietro, continua il portavoce, la fantasia umana per un impiego commerciale degli UAV è sempre molto attiva e i regolamenti, come spesso accade sono diversi passi dietro alla tecnologia.

In Australia, è necessaria una sorta di licenza per poter operare in ambito civile con gli APR ed è stata fatta una netta distinzione tra coloro che con i droni ci vogliono lavorare piuttosto che semplicemente giocare.

In ambito ricreativo le regole sono piuttosto semplici:

  • Il modellista deve essere on continuo contatto visivo con il modello
  • deve essere ad una distanza di almeno 30 metri da persone o edifici
  • Non può sorvolare zone densamente popolate, quali spiagge o folle di persone
  • deve rimanere sotto a 400 piedi (150 mt crica)
  • distante almeno 5,5Km da un aeroporto
  • le sue attività non possono avere scopo di lucro
  • sanzioni previste che variano da 800 a 8000 dollari.

Queste semplici regole abbinate al buon senso consentiranno a modellisti e operatori professionisti di condividere una passione comune pilotando mezzi molto simili, ma nati con scopi profondamente diversi.

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