Verify, la startup irlandese che vuole guidare il traffico aereo mondiale dei droni

0

2015-04-16_bus_8645657_I1Ci sta lavorando la NASA, ma vuole provarci anche lui: Jay Bregman in Irlanda  ha creato una startup, Verifly, che sta sviluppando un framework di sicurezza per regolare il traffico aereo dei droni civili in tutto il mondo e ha raccolto un paio di milioni di euro di finanziamento (anche da Declan Ryan, figlio del defunto fondatore di Ryanair Tony Ryan). Bregman intende creare un framework in cui collegare i produttori di droni, le autorità aeronautiche, i piloti e gli altri soggetti  interessati all’industria dei droni e distillare tutto in un software che segnala in tempo reale e automaticamente al pilota le zone soggette a restrizioni navigabilità, le aree congestionate da troppi droni, limitazioni di sicurezza e tutta una serie di altre informazioni programmabili.
“L’idea di base è che siamo in grado di mettere insieme un vasto database geospaziale globale composta da tutti i tipi di dati che riguardano l’aeronavigabilità da zero a 500 metri di altitudine,” ha detto Bregman. “E poi siamo in grado di catalogare tutte le regole in diversi paesi e città. E possiamo mettere questi dati tutti insieme per fornire indicazioni al drone prima di ogni missione e se necessario anche anche durante il volo”.

Non una specie di vigile elettronico dunque ma un serio aiuto agli operatori:  “La nostra missione è quella di aiutare a volare bene le persone che si affacciano pr la prima volta a questo settore”, ha detto Bregman. “Questo permetterà alle persone di volare con fiducia e rendere il mercato più vitale”.

Il primo passo per portare alla luce la nuova creatura è assumere le persone giuste, e  Bregman sta già assmento ingegneri in Irlanda. “Ma nel team abbiamo anche un professore universitario e i suoi ex studenti, tutti esperti geospaziali,” ha aggiunto il manager irlandese. “Le authority aeronautiche finora ci hanno accolto a braccia aperte”, ha aggiunto. “Abbiamo pensato che questa sarebbe stata la parte più difficile del nostro lavoro. Ma è chiaro che a loro piacerebbe avere un sistema affidabile per gestire il traffico dei droni, sia civili sia ricreativi”. Tra i primi clienti della startup ci potrebbero essere i produttori di droni, che potrebbero integrare la soluzione nelle loro macchine: come d’altronde già fa – sia pure in modo rozzo ed embrionale – DJI, che ha inserito nelle sue centraline le no fly area aeroportuali e alcune no fly zones particolarmente sensibili.
Ma gli irlandesi guardano soprattutto al mercato degli hobbysti: “Siamo inizialmente molto concentrati sul mercato dei consumatori perché è qui che si verificano i maggiori problemi ed è lì che possiamo fare la differenza per aiutare chi vuol volare in modo responsabile”.

1039 visite

Share.
Commenta:

Segui DronEzine sui social: