Com’è andato il lockdown dei droni? Chi ha perso e chi ha guadagnato

La ricerca di Roma Drone fotografa un’Italia dei droni a doppia velocità: tante, troppe aziende e professionisti hanno visto un drastico calo se non un blocco totale del volume d’affari, ma una su quattro ha saputo puntare sulle  opportunità, e nonostante gli inevitabili disagi che hanno colpito tutti,  ha passato  brillantemente il periodo nero fortunatamente sempre più alle nostre spalle.

Finalmente si riparte, i cieli tornano a popolarsi di droni, anche quelli degli appassionati e hobbisti che dal 18 maggio scorso hanno potuto riprendere le “attività ludiche e ricreative” in tutta Italia, compresa la martoriata Lombardia da cui scriviamo. Il volo professionale invece non si è mai fermato del tutto, anche se naturalmente ha avuto grandi disagi, che hanno colpito duramente alcuni settori (pensiamo alle videoriprese dei fotografi matrimonialisti o di coloro ce sono specializzati in eventi e convention aziendali, due importanti cmpi d’attività di fatto bloccati dal lockdown) e ne hanno risparmiati altri. Siamo comunque fiduciosi che con la voglia di normalità e le progressive riaperture tutto quello che ancora fatica a ripartire tornerà presto sui livelli pre-covid.

Roma Drone ha intervistato oltre 500 realtà operative nel settore droni, due terzi professionali e un terzo ricreativi, e il dato statistico nudo e crudo mostra in modo chiaro questa spaccatura tra chi è rimasto fermo e chi è riuscito nonostante tutto a volare;

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Com’è andata la tua attività durante il lockdown?

 

La maggioranza del campione (71,9%) ha risposto che durante il lockdown le proprie attività sono state assolutamente ferme (52,9%), oppure molto ridotte (19,0%).
Meglio è andata a quel 5% che se l’è cavata con una leggera riduzione, ma interessanti Interessanti anche le risposte di segno opposto (23,1%, quasi una su quattro), cioè di coloro le cui attività non sono cambiate (13,0%), o sono leggermente cresciute (5,4%), o addirittura molto cresciute (4,7%). “In ogni caso, il 69,6% (cioè circa due su tre) degli intervistati ha rivolto un appello al governo per ricevere una qualche forma di aiuto per la ripresa” commenta Roma Drone.

Ripresa che pare proprio essere dietro l’angolo:  La stragrande maggioranza, pari all’87,4%, ritiene infatti che il mercato dei droni ripartirà, seppur con qualche differenza di valutazione sulla tempistica: infatti, il campione si divide quasi equamente tra chi è certo che riprenderà in tempi brevi (43,6%) e chi invece prevede un certo ritardo (43,8%). In particolare, tra chi prevede un ritardo nella ripresa, ci sono coloro che immaginano tempi abbastanza lunghi e tempi molto lunghi (rispettivamente 33,7% e 10,1% del totale). Ottimistiche anche le previsioni di ripresa delle singole attività professionali o amatoriali con i droni: l’89,3% si è espresso positivamente, mentre solo il 10,7% si è detto incerto o pessimista.

Il report finale di questa indagine sarà presentato ufficialmente durante la prima puntata di “Roma Drone Webinar Channel”, il nuovo canale in streaming dedicato alle ultime novità nel settore dei droni, che si svolgerà online martedì prossimo 26 maggio (dalle ore 16), con la partecipazione di esperti e operatori del settore. Ulteriori informazioni su www.romadrone.it/webinar.html.

“Il mercato italiano dei droni ha dovuto affrontare negli ultimi mesi una crisi dura e imprevista, ma sembra pronto a reagire in tempi brevi per riprendere tutte le attività, sia in ambito professionale che amatoriale”, ha commentato Luciano Castro, presidente di Roma Drone Conference. “Del resto, proprio le esigenze di distanziamento sociale imposte dai provvedimenti per il contenimento del contagio, hanno già messo in evidenza – e lo evidenzieranno ancor più in futuro – l’utilità di impiegare droni o comunque sistemi unmanned per una serie di impieghi, come il controllo dei centri urbane e della viabilità, il trasporto di pacchi o prodotti sanitari, la sanificazione di grandi aree e molti altri ancora”.

 

 

 

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