A distanza di mesi, la Cina è tornata nell’occhio del ciclone pandemico, con i casi di positività al Covid sospinti dalla variante Omicron che negli ultimi giorni a Shanghai hanno fatto registrare oltre 25 mila casi al giorno, di cui però i sintomatici sono circa un migliaio. Per le autorità cinesi, che inseguono la strategia “zero covid”, questi numeri sono però stati sufficienti per decidere di riportare già dallo scorso 28 marzo l’intera città in un rigido lockdown che inizialmente doveva durare appena una settimana, ma che con l’aumento continuo dei casi le autorità non hanno più rimosso.
Come riporta Agi, le regole attualmente in vigore consentono di circolare liberamente in città solo a personale sanitario, volontari, personale delle consegne o coloro che sono muniti di un permesso speciale. Inoltre, chi risulta positivo al tampone non può isolarsi nella propria abitazione, ma deve recarsi in strutture designate. Le misure riguardano ovviamente anche i bambini e non sono meno drastiche, con le lezioni in presenza sospese e, per i piccoli contagiati, la separazione dai genitori (solo lievemente allentata nei giorni scorsi).
In questo clima di rigide regole, non mancano misure altrettanto rigide e capillari di controllo, che includono anche i droni, che vengono usati non solo a scopo di sorveglianza, ma anche per ricordare alla popolazione di rispettare le restrizioni in atto.
A questo proposito, circola in Rete un video di un drone della polizia che di notte vola tra i palazzi di Shanghai diffondendo a mezzo altoparlante il seguente messaggio vocale “Si prega di rispettare le restrizioni covid. Controlla il desiderio di libertà della tua anima. Non aprire la finestra e non cantare”.
As seen on Weibo: Shanghai residents go to their balconies to sing & protest lack of supplies. A drone appears: “Please comply w covid restrictions. Control your soul’s desire for freedom. Do not open the window or sing.” https://t.co/0ZTc8fznaV pic.twitter.com/pAnEGOlBIh
— Alice Su (@aliceysu) April 6, 2022
La situazione è però sempre più disagiata per molti dei 26 milioni di abitanti, che si sfogano come possono sui social network per via dei gravi problemi che hanno colpito la logistica, che a quanto pare non riesce ad assicurare – se non con molto ritardo – le consegne di cibo e altri beni di prima necessità a tutte le persone che sono costrette in casa. Se solo nella gigantesca metropoli cinese i servizi di drone delivery fossero sviluppati almeno quanto quelli di controllo sociale..




