Piloti professionisti di droni: cosa cambia con la visita medica LAPL

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Una novità importante introdotta dalla seconda edizione del regolamento ENAC riguarda la visita medica per i piloti di SAPR: dal per le macchine sotto i 25 chili non è più necessaria la visita di seconda classe ma è sufficiente quella per il LAPL, la Licenza di Pilota di Aeromobili Leggeri che abilita a pilotare qualunque monomotore a pistoni di peso al decollo inferiore a due tonnellate e con non più di 3 passeggeri a bordo.

E questo ha dei risvolti pratici di notevole portata. Almeno in teoria non è più strettamente necessario rivolgersi a un AME, un Aero Medico Esaminatore; l’EASA lascia intendere che l’esame potrà essere effettuato anche dal medico di famiglia (anche se la possibilità al momento pare più sulla carta che nella realtà, anche perché ENAC scrive esplicitamente che il certificato debba essere rilasciato dall’AME: un conflitto tra ciò che dice l’Europa (EASA) e quel che dice l’Italia (ENAC) che probabilmente andrà approfondito con successivi interventi legislativi. Ma la cosa al momento pare una questione accademica, visto che ben difficilmente il medico della mutua può avere una vaga idea di quel che richiede una visita LAPL. E in ogni caso, anche EASA concorda sul fatto che solo un AME o un centro di medicina aerospaziale possono intervenire se il medico di famiglia ha dei dubbi e richiede approfondimenti clinici.

Gli esiti della visita sono tre: “Fit”, cioè il richiedente è idoneo; “fit with limitation”, cioè il richiedente può volare ma con delle limitazioni specifiche alla sua attività e “Unfit”, cioè il richiedente non è idoneo finché non si risolvono le patologie di cui soffre e può essere rivalutato. Il regolamento richiede che in caso di insorgenza di una patologia, bisogna smettere di volare e rivolgersi all’AME per essere valutati.

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Quel che è più interessante è che con il LAPL le richieste in termini di salute del pilota sono meno stringenti rispetto alla II classe; per esempio è possibile superarla anche per chi soffre di diabete di tipo II (quello che si acquisisce da adulti) anche se il trattamento prevede l’insulina, e la discriminazione dei colori consente di sbagliare 9 su quindici tavole di Ishihara.

Le visite mediche aeronautiche sono gerarchiche, quindi chi ha superato una visita di classe I (quella dei piloti di linea) è abilitato anche per le richieste della classe II (piloti privati, hostess, paracadutisti e – nella vecchia edizione del regolamento – i piloti di SAPR); e chi ha superato la II classe è abilitato anche per la LAPL, questo in termini pratici significa che chi ha già fatto la visita medica con le vecchie regole non è tenuto a rifarla con quelle nuove.

Come tutte le visite mediche aeronautiche è necessario comunicare al medico tutte le patologie di cui si soffre e portare con se la documentazione clinica degli interventi e delle visite mediche recenti. La visita LAPL non richiede una salute di ferro, nemmeno l’AIDS è automaticamente una causa di esclusione (salvo che le complicazioni della malattia non siano tali da costringere il medico a dare un parere negativo) ma obbliga il candidato a prendersi cura della propria salute: dopo ogni operazione di chirurgia maggiore, per esempio, o dopo una malattia importante è necessario dimostrare che ci si è completamente ristabiliti. Ci sono cause di esclusione , certamente, alcune ovvie (l’abuso di droghe o alcool per esempio richiede il parere positivo dello psichiatra dopo la terapia di disintossicazione). Anche la vista deve essere buona ma non necessariamente da aquila: è richiesto di arrivare a 7 decimi in totale e non meno di 5 decimi nell’occhio peggiore.

Sistema cardiovascolare

nella visita LAPL, i valori di pressione arteriosa e le pulsazioni devono essere misurate ad ogni rinnovo; se la pressione sanguigna supera costantemente i 160 mmHg di massima o i 95mmHg di minima invece niente d fare, il certificato non si può ottenere.

Se ci sono un accumulo di fattori di rischio (fumo, storia familiare, anomalie lipidiche, ipertensione eccetera) è richiesto un approfondimento clinico. Eventi come l’aneurisma aortico, murmure cardiaco, o chirurgia alle valvole del cuore richiedono approfondimenti ma non precludono di per sé la possibilità di ottenere il certificato, se il quadro clinico è positivo, anche se si usano anticoagulanti. Anche i portatori di pacemaker possono ottenere il via libera, dopo una visita approfondita, e con molti meno paletti che non la II classe. Per le donne, il pilotaggio dei SAPR è possibile fino alla 24esima settimana di gravidanza, se non ci sono complicazioni e si è seguite da un ginecologo.

Apparato respiratorio
Asma o disfunzioni polmonari minori non impediscono l’ottenimento del certificato, sempre che la patologia sia stabile e la funzionalità polmonare soddisfacente, e le terapie compatibili con la sicurezza del volo. Invece l’uso di steroidi potrebbe lasciarci a terra, tutto dipende dal dosaggio e dagli effetti collaterali. Eventi di pneumotorace vanno valutati caso per caso, ma è sempre necessario che l’evento sia superato definitivamente.

Apparato digerente

I calcoli biliari, se sintomatici, impediscono di ottenere il certificato, ma dopo la rimozione chirurgica si può ripetere l’esame. Anche la pancreatite, se superata in modo soddisfacente, non è causa di esclusione automatica, così come non lo sono le infiammazioni intestinali croniche.

Sistema endocrino

Contrariamente alla visita di II classe, che rende molto difficile ottenere la licenza per chi ha patologie metaboliche, nutrizionali o endocrine, la visita LAPL è di manica più larga, purché un approfondimento di medicina aerospaziale dimostri che i disturbi sono stabili. L’obesità non dovrebbe essere un problema, visto che è accettabile se non “interferisce con il sicuro esercizio della licenza”, ed è difficile immaginare che un panzone sia così prominente da non consentire di tenere un radiocomando in mano. Anche i disturbi alla tiroide non impediscono di ottenere la licenza, se la malattia è tenuta efficiente sotto controllo. Buone notizie per chi fa uso di insulina: benché il diabete tipo I (quello che si ha dalla tenera età) sia causa di esclusione, il tipo II non esclude automaticamente nemmeno sei si fa uso di insulina, a condizione che i livelli di glucosio nel sangue siano ben seguiti e controllati, quando si vola e quando si sta a terra.

Vista e udito

Test di Ishihara

Test di Ishihara

I Sapr si pilotano a vista, sono piccoli e spesso poco visibili nel cielo,  e spesso è proprio sui colori delle luci di navigazione che si capisce come è orientato il drone, quindi la vista è cruciale per i piloti di aerei senza pilota. Ma fortunatamente la visita LAPL, pensata per gli aeroplani e non per i droni,  è di manica più larga rispetto alla II Classe, specialmente per quanto riguarda la determinazione dei colori: mentre nella II classe bisognava identificare senza errori i primi 15 cartoncini del test di Ishihara, nella LAPL basta non sbagliarne più di 9 su 15. e raggiungere un’acutezza visiva di 7/10, 5 nell’occhio peggiore. Con gli occhiali, se necessario. Per l’udito bisogna riuscire a comprendere la voce dell’esaminatore a due metri di distanza, di spalle.

Principali disturbi che possono impedire di ottenere il certificato LAPL (l’ultima parola però spetta al medico)

APPARATO CARDIOVASCOLARE

  1. Ipertensione: se la pressione sanguigna supera i 160 mmHg di massima o i 95mmHg di minima
  2. Angina Pectoris che richiede un trattamento medico per sintomi cardiaci
  3. Preeccitazione ventricolare associata a un’aritmia significativa.
  4. Sarcoidosi cardiaca.

APPARATO RESPIRATORIO

  1. Sarcoidosi in atto
  2. Apnee notturne se non trattate in modo soddisfacente

APPARATO DIGERENTE ED ENDOCRINO

  1. Calcoli biliari sintomatici
  2. Diabete tipo I

PSICHIATRIA, PSICOLOGIA  E NEUROLOGIA

  1. Abuso di droghe o alcool 
  2. Schizofrenia 
  3. Epilessia (si può ritentare dopo 5 anni dall’ultimo episodio)

VISTA E UDITO

  1. Visione binoculare inferiore a 7/10, o 5/10 nell’occhio peggiore
  2. Errore in più di 9 su 15 piatti del test cromatico di Ishihara
  3. Non riuscire a comprendere la voce dell’esaminatore, di spalle a due metri di distanza.

VALIDITA’

La visita vale 5 anni se il pilota ha meno di 40 anni, 5 anni superti i 40: in ogni caso va ripetuta quando si compiono 42 anni.

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