L’importanza dei droni in caso di deragliamento di un treno in Vermont

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Che i droni siano strumenti di intervento efficaci in condizioni di disastri naturali non è certo una novità, dal momento che sono stati già adoperati con grande successo in diversi casi di emergenza, come ad esempio il terremoto in Nepal. Il recente deragliamento di un treno negli USA ha offerto però una ulteriore opportunità per testare la risposta di questa tecnologia di fronte ad una situazione di emergenza improvvisa.

Il 5 ottobre scorso, nel Vermont, un treno Amtrak è finito fuori dai binari mentre percorreva un tratto immerso nelle foreste situate nei dintorni di Northfield. Le autorità statali, che avevano immediato bisogno di immagini del luogo allo scopo di stabilire le linee di intervento e per documentare i danni per indagini successive, hanno deciso di ricorrere all’uso dei droni. In meno di due ore, il drone ad ala fissa eBee del team di pronto intervento messo a disposizione dallo Spatial Analysis Lab dell’Università del Vermont già volava sopra il luogo dell’incidente. Un’ora dopo il loro arrivo sulla scena, il team aveva già collezionato 280 foto aeree ad alta risoluzione della zona del deragliamento, ognuna collegata ad una precisa area del terreno, immagini che poche ore dopo sono diventate una mappa fotografica completa di grande utilità per ogni genere di indagine.

ebee drone

Il drone eBee, utilizzato per la mappatura del luogo dell’incidente

Non è la prima volta che i droni vengono adoperati con successo in caso di disastro nel Vermont, visto che si sono già mostrati utili in occasioni come alluvioni e altri disastri di natura climatica. Lo stesso comandante della missione e direttore dello Spatial Analysis Lab, Jarlath O’Neill-Dunne, ha cominciato ad interessarsi ai droni dopo che l’uragano Irene scosse il Vermont nel 2011, distruggendo case, strade e ponti. “È stato un disastro per noi. Eravamo in grado di usare i satelliti, ma ci accorgemmo che non erano così efficaci“, disse raccontando le difficoltà di intervento in occasione dell’uragano. “Le nuvole coprivano regolarmente le aree di rilievo, e inviare in tempo le giuste immagini alle giuste persone era molto difficile”.

I vantaggi dell’uso dei droni in situazioni di disastro

L’episodio del Vermont dimostra una volta di più quanto i droni siano diventati, in pochi anni, strumenti ideali per collezionare immagini di luoghi di incidenti e disastri: più veloci dei satelliti e più convenienti rispetto a elicotteri o aeroplani con piloti a bordo. Basteranno questi vantaggi a renderli in futuro comuni come ambulanze e camion dei pompieri? Potrebbe darsi, a patto che riescano a superare le riserve dell’opinione pubblica rispetto ad alcuni limiti nel loro uso, primo fra tutti il problema collegato alla violazione della privacy. A questo proposito, è stato lo stesso O’Neill-Dunne ad offrire una risposta tranquillizzante, sostenendo che – almeno nel caso del Vermont – non si tratta di strumenti di spionaggio, bensì di mappatura.

Ma in ballo c’è anche il regolamento, che rappresenta un forte ostacolo per questo genere di operazioni. L’uso di questa tecnologia in queste situazioni è infatti ancora relegato in un’area grigia, nell’attesa di una normativa federale definitiva che dovrebbe vedere la luce il prossimo anno.

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