Giro di vite negli USA, (quasi) tutti i droni dovranno essere registrati

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L’amministratore delegato della Federal Aviation Administration  Michael Huerta e il segretario del Ministero de Trasporti Anthony Foxx, hanno annunciato la creazione di una task force per sviluppare le  raccomandazioni utili a favorire un processo di registrazione per sistemi aerei senza pilota (UAS).

Con un annuncio che non è stato certo una sorpresa viste le anticipazioni ufficiali della scorsa settimana, i due rappresentanti del Ministero dei Trasporti statunitense e della FAA, l’ente regolatore del traffico aereo americano, hanno comunicato che il tanto temuto registro dei droni verrà implementato. La task force sarà composta da 25 a 30 diversi rappresentanti scelti tra  scuole universitarie professionali, le industrie aeronautiche, il governo federale e altre parti interessate. Il team di lavoro dovrà consigliare gli enti preposti a scegliere quali saranno gli oggetti che dovrebbero essere esentati dalla registrazione, ad esempio  giocattoli e alcuni altri piccoli UAS. La task force esaminerà anche opzioni per un sistema semplificato che dovrebbe renderebbe la registrazione meno onerosa per gli operatori commerciali di UAS, e potrà formulare raccomandazioni di sicurezza aggiuntive che ritiene opportune.

La registrazione dei velivoli senza pilota contribuirà a costruire una cultura della responsabilità, soprattutto con i nuovi utenti che non hanno esperienza maturata nel sistema aeronautico degli Stati Uniti”, ha detto il segretario Anthony Foxx. “Aiuterà a proteggere la sicurezza pubblica in aria che a terra.”

Ogni giorno, la FAA riceve le segnalazioni delle operazioni UAS potenzialmente pericolosi. Avvistamenti pilota di scuole universitarie professionali sono raddoppiati tra il 2014 e il 2015.
Questi rapporti segnalano una tendenza preoccupante” – ha detto Micheal Huerta – “la registrazione contribuirà a fare in modo che gli operatori conoscano le regole e restino responsabili nei confronti del pubblico per il volo dei propri aerei senza pilota e quando non voleranno in sicurezza ci saranno conseguenze”.
Conseguenze anche abbastanza care,come la recente multa da 2 milioni di dollari affibbiata ad un operatore.

La FAA si muove quindi a 360 gradi, con operazioni di informazione e prevenzione, con operazioni repressive e azioni legali come la registrazione obbligatoria creando un registro, un database che conterrà quali dati? La privacy come sempre diventerà solo un inutile adempimento burocratico o uno strumento di aggressione in più in mano agli avvocati. In Italia del resto la situazione non è tanto diversa e gli operatori professionali (sembra) che se ne stiano facendo una ragione. Ma se l’obbligo divenisse operativo anche per il mondo ricreativo cosa succederebbe?
L‘Huffingtonpost sostiene tra l’altro che vista la crisi e il cruciale interesse per le industrie in questo settore non sia un buon momento per approntare un simile sistema.
Come sempre il giusto sta nel mezzo: responsabilità e sicurezza di chi sta a terra e vola nei cieli, ma anche pragmatismo e praticità dall’altro.

 

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