Consegne via drone: è il momento di Walmart

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Dopo Amazon, Google e gli altri big, adesso è il turno di Walmart di testare le consegne via drone. La multinazionale americana, che possiede l’omonima catena di negozi al dettaglio e rappresenta uno dei più grandi rivenditori al dettaglio del pianeta, pochi giorni fa ha richiesto alla FAA una licenza speciale 333 per iniziare a testare i droni per spedizioni verso piccoli quartieri residenziali ed altre attività, connesse ad una gestione innovativa e più efficiente degli inventari dei suoi negozi, dei suoi camion e dei suoi centri di smistamento.

Fino a qui niente di strano: dopo aver testato i droni all’interno dei suoi magazzini e dei suoi enormi negozi, Walmart vuole fare sul serio. La richiesta in oggetto contiene però una differenza sostanziale rispetto a quelle di Google e Amazon, che hanno richiesto di effettuare i test con dei droni proprietari progettati e prodotti dalle loro stesse aziende, Walmart ha invece deciso che utilizzerà i droni della DJI, azienda cinese leader del mercato i cui droni sono collegati a circa due terzi di tutte le domande per l’autorizzazione di voli commerciali pervenute alla FAA.

Consegne via drone: una questione di tempi

Amazon si è già mossa da tempo, ma la sua partenza in anticipo rispetto a Walmart potrebbe non essere determinante, dal momento che la nuova normativa annunciata dalla FAA (l’attuale non prevede l’uso dei droni per le consegne di carattere commerciale) difficilmente vedrà la luce prima dei prossimi 4-5 mesi. E allora Walmart avrà tutto il tempo di prepararsi e di partire al momento giusto, sfruttando alcuni vantaggi strategici, primo fra tutti il fatto di possedere un negozio entro 5 miglia di distanza dal 70% dei cittadini americani, condizione che, per dirla con le parole di Dan Toporek, portavoce dell’azienda, “crea delle possibilità uniche ed interessanti per servire i nostri clienti con i droni”.

 

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